Clandestino che ha ucciso il prete dove essere espulso: rimasto in Italia grazie alla Caritas

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L’assassino di don Roberto Malgesini è un 53enne tunisino, con piccoli e vecchi precedenti penali e più di un decreto di espulsione dall’Italia, che dormiva nei posti letto messi a disposizione dei senzatetto dalla parrocchia. Si è presentato intorno alle 7.30 nella caserma dei carabinieri di Como, affermando di aver appena ucciso il sacerdote. Durante la sua spontanea confessione agli uomini dell’Arma, l’uomo ha alternato dettagli precisi a frasi sconnesse.

Novità sulla notizia del prete dei clandestini:

Prete ucciso a coltellate da immigrato che accoglieva: gli stava servendo la colazione

L’assassino era un clandestino in città proprio grazie ai servizi, illegali, della Caritas. Infatti il Comune leghista aveva vietato di sollazzare i clandestini, proprio per evitare che stazionassero in zona.

E qui si arriva al problema di fondo: la Caritas svolge atti illegali, perché non viene indagata come associazione a delinquere?

Oggi un immigrato ha ammazzato uno di loro, che sapeva a cosa poteva andare incontro, ma troppe volte gli immigrati sollazzati dalla Caritas hanno ammazzato italiani innocenti: la Caritas è un attrattore di degrado.




Vox

4 pensieri su “Clandestino che ha ucciso il prete dove essere espulso: rimasto in Italia grazie alla Caritas”

  1. Invece di accogliere clandestini musulmani, la Caritas e la Chiesa Cattolica in generale, devono pensare solo ai Cristiani e a preservare il Cristianesimo, basta. Non farà neanche un giorno di galera, ne sono sicuro. NO ISLAM

  2. Sarebbe ora di cominciare con pene esemplari medioevali. Tirate di nuovo fuori la berlina e la gabbia sospesa. Non me ne frega un cazzo dell’incapacità di intendere e volere temporanea, tanto viene applicata ad minchiam ed è palesemente una scusa a senso unico. Cominciate ad appendere i delinquenti al pubblico ludibrio e vediamo come va. Sempre che insistiate a tenerli. Altra soluzione sarebbe foglio di via la prima volta e se ti ripesco un colpo alla nuca e sepoltura in mare (i.e. buttato al largo per nutrire la fauna ittica). La civiltà eccessiva uccide quanto la barbarie.

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