Toscana, prof contro alunna che vota Ceccardi: “Non pensi ai barconi?”, penso prima agli italiani

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Mugello. Un’insegnante inveisce contro una sua ex allieva (sordomuta) perché osa essere salviniana. È tutto nelle schermate di Facebook, nuova agorà della società civile. Accadeva tre giorni fa, quando Matteo Salvini è andato a Borgo San Lorenzo a supporto della candidata alle Regionali Susanna Ceccardi. I protagonisti sono: Simona Calamandrei, meno che trentenne, sordomuta, madre, convivente, laureata in ingegneria; Renata Innocenti, sui 75 anni, ex docente di italiano nella locale scuola media, e, anni addietro, insegnante di Simona; infine Gianni Calamandrei e Giovanna Chelazzi, genitori di Simona. Quel giorno, dopo il comizio di Salvini, la piazza diviene virtuale durante una diretta Facebook dello stesso Salvini. Simona Calamandrei inneggia alla candidata leghista: «Ceccardi presidente!». Salvini risponde, grato: «Con Susanna Ceccardi e gli amici di Borgo San Lorenzo! State con noi». Poi ecco: sempre via Facebook, interviene l’anziana professoressa rivolta alla sua ex alunna sordomuta: «Simona, sei per caso leghista salviniana? Sappi che siamo su fronti decisamente opposti! Ma come fai… una ragazza intelligente come te… Non ti ho insegnato nulla?». Risponde Simona: «Prof, sono meloniana, qualche volta salviniana, e comunque viva la libertà del pensiero politico».

«La pescivendola» – La «prof» non è conciliante: «Bene: siamo su fronti ancor più opposti! La pescivendola romanesca esprime idee, se possibile, ancora più opposte di quelle dell’orso padano». Simona: «Pazienza». (Nota: una cosa è opposta oppure non lo è, non esistono cose più opposte di altre). La professoressa comunque alza il tiro: «Meglio, dirtele chiaramente le cose, così, se andranno al potere i tuoi amici, verrai tu a darmi l’olio di ricino!». Simona: «Pesantina oggi, prof… La ricordavo diversamente, ai tempi della scuola». La prof non tollera: «Anch’ io pensavo di averti dato un’educazione diversa! Io sto dalla parte di chi abbraccia e accoglie, non dalla parte di chi disprezza e respinge! Questo ho cercato sempre di insegnare a voi, miei alunni!».

E qui interviene il padre di Simona, Gianni: «Carissima Professoressa, l’educazione di mia figlia era compito nostro, mio e di sua madre. Le garantisco che Simona è una persona eccezionale ed educatissima. Una figlia che tutti i genitori vorrebbero avere. Lei deve solo cercare di capire che non tutti possono pensarla come lei, ma va bene così… si chiama democrazia. Per quanto riguarda l’olio di ricino, è rimasta un po’ indietro, al giorno d’oggi esistono lassativi migliori. Cordiali saluti».

Finita? Manco per idea, la «prof» è una furia: «E anche io sono stata un’insegnante orgogliosa di Simona, come allieva e come persona, certo! Se poi lei, nel fare la sua strada, ha preferito stare dalla parte di chi fa morire degli innocenti sulle navi al grido di “prima gli italiani”, benissimo, è una sua consapevole scelta. Sappia però, signor Gianni, che io invece sono stata, sono e sarò sempre dalla parte degli ultimi. Il suprematismo e il razzismo non mi si confanno. Quanto al lassativo, mi accontenterò del più moderno Guttalax!» (Nota: abbiamo dovuto aggiustare sintassi e grammatica delle professoressa di italiano – laureata nel 1971 – aggiungendo punti e maiuscole, ma lasciandole tutti gli amati punti esclamativi. Ancora: il Guttalax, lassativo a base di iodio picosolfato come l’Euchessina e il confetto Falqui, è moderno esattamente come Carosello).

L’accoglienza – Il padre di Simona tenta ancora di chiudere la questione: «Benissimo, ognuno ha le sue convinzioni e io rispetto quelle di tutti, a differenza di Lei. La prego solo di astenersi in futuro dal dare giudizi su mia figlia perché non Le compete. Con questo mio pensiero, che non necessita di risposta, considero chiuso l’argomento pregandola di evitare ulteriori contatti». Chi non considera chiuso l’argomento è però la madre di Simona, Giovanna Chelazzi: «Carissima professoressa, io invece sono orgogliosissima di mia figlia che, nonostante i Suoi insegnamenti, ha dimostrato di pensare con la propria testa».

Chiusura finale a cura di Simona: «Al di là della mia educazione, volevo rispondere dicendo che io non sono mai stata fascista né razzista. Ad abbracciare ed accogliere siamo bravi tutti, non è una questione di amore od odio, è che non va bene la situazione dell’immigrazione attuale, non è gestita bene. Esistono i corridoi umanitari e tante altre cose per aiutarli nel loro Paese, bisogna agire in questo senso. L’Italia ha grossi problemi interni e non possiamo permetterci di accollarci altri problemi. Bisogna studiare altre strategie per aiutarli, per aiutare quelli veramente bisognosi». Il dialogo si chiude sostanzialmente qui. La professoressa, l’indomani, si ritroverà con qualche amica postando su Facebook una grande scritta: «Ogni volta che so di qualche ex allievo che ha abbracciato idee fascioleghiste, ho una stretta al cuore!». L’amica Sandra la conforta: «Anch’ io, e mi chiedo come sia possibile. Ho sempre cercato di educare alla democrazia».

In realtà noi non abbiamo alcun dovere di aiutare nessuno. Non c’è scritto da nessuna parte che l’Italia e l’Europa debbano mantenere il resto del mondo. Anche perché, a parti invertite, non ci penserebbero due volte ad eliminarci.




Vox

9 pensieri su “Toscana, prof contro alunna che vota Ceccardi: “Non pensi ai barconi?”, penso prima agli italiani”

  1. Ecco una plastica dimostrazione del “modello toscano” : discriminazione e tentativi di stigma dalla scuola al posto di lavoro. Corsie preferenziali per i compagnucci e terrorismo ideologico. Da sempre, ma moltiplicato alla “n” con la gestione Rossi. 🇮🇹

  2. Bellissimo il fatto che si sia lasciata scappare che la scuola ‘educhi’ gli alunni a certe ideologie. Dovrebbero insegnare le proprie materie in maniera neutra, ma no, giù di propaganda…

    Con me non ha mai funzionato, ma per uno come me ce ne sono almeno altri 50 su cui funziona.

    Per non parlare dei luoghi comuni che la signora insegnante sputa senza ritegno; tutti facilmente smontabili dalla realtà. Viva l’indottrinamento e il paraocchi idelogico. Mavaffanculo.

  3. La professoressa ha ammesso chiaramente che la scuola pubblica italiana post-Sessantotto è fatta per indottrinare gli studenti. Quindi niente formazione, niente educazione, ma solo indottrinamento all’ideologia sinistroide liberalprogressista di matrice marcusiana.

  4. a questa professoressa handicappata nel senso non diversamente abile, ma totalmente inabile, vorrei sottolineare che la magistratura di merda di sinistra ha condannato 4 negri di merda libici a 30 anni di carcere per aver causato la morte di una cinquantina di altri negri di merda che si arroccavano il diritto di venire qui in italia a godere anche delle mie tasse, che gia’ pago malvolentieri, ma che mi disgusta che siano spese per parassiti di merda (e questo a prescindere dal colore della pelle), bene i libici hanno sequestrato 18 pescatori italiani (forse non tutti italiani), per ritorsione, ecco, se tutti gli arrivi fossero vietati col respingimento, i 50 negri sarebbero in africa a trombare per riprodursi magari tromvando toscane comuniste, i nostri pescatori sarebbero facendo il loro lavoro, e non avremmo 4 negri di merda delinquenti da mantenere in galera per altri 30 anni!….. professoressa vada a fare in culo in africa…..li sono di bocca buona una vecchia rincoglionita come lei un cazxo di sicuro lo trovera’..ma mettersi in culo. augurissimi

  5. Ma come si permette questa professoressa di fare una simil caciara? Tra l’altro, mi risulta, la scuola italiana sia ispirata, ancora, al libero pensiero, di insegnanti, ma anche di studenti, e non a quello che sembra più o meno giusto a qualcuno.
    Anche io ebbi una maestra comunista, che nonostante all’epoca non avessi, naturalmente, le idee chiare, le esprimevo con l’ingenuità di un bambino. Ricordo che un giorno chiesi: ma perché i neri devono venire in Italia? Era una maestra dura, anziana, vecchio stampo… Praticamente fui messo al pubblico ludibrio come ‘razzista’, degli altri ragazzini. Ho sempre conservato dopo 40 anni quei ricordi delle elementari. Il metodo ha forgiato il carattere, sebbene non lo condivida, e non mi ha né fatto abbracciare le sue idee, cosa possibile per una mente giovanissima malleabile, né rinunciare ad un certo moderatismo, per giungere a pericolosi estremismi dall’altro lato.

  6. ” Se poi lei, nel fare la sua strada, ha preferito stare dalla parte di chi fa morire degli innocenti”…..
    Chi fa morire gli innocenti sui barconi sono i suoi colleghi scafisti, non chi ferma le partenze. La smetta di blaterare con l’olio di ricino, voi usate molto peggio, le valigie, dopo che ci avete fatto a pezzi od il cappio al collo. Ecco la democrazia rossa

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