Maria Paola, il fratello condannato dai media è innocente: “Non l’ho speronata, volevo parlarle”

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La manipolazione mediatica di queste vicende è disgustosa. Sia nel caso del capoverdiano Willy che nel caso di Cira diventata per i media ‘Ciro’:

Speronata,fratello:non volevo ucciderla
Davanti al Gip per l’udienza di conva-
lida del fermo,Michele ha detto che non
voleva uccidere la sorella,ma solo par-
larle della relazione gay che lei aveva
con Ciro, il trans con cui era sullo
scooter. Maria Paola,22 anni,è morta ad
Acerra (Napoli), dopo essere caduta
dal motorino speronato dal fratello.

Accusato di omicidio preterintenzionale
e omofobia,il giovane dice che lo scoo-
ter della sorella ha sbandato e i due
sono caduti. Il rapporto era osteggiato
dalla famiglia. Ma Michele non ha mai
detto “era infettata”,spiega il legale.

I giornalisti si sono inventati uno speronamento mai avvenuto. Non sapevamo ci fosse il reato di ‘omofobia’. E infatti non esiste. Per ora.

Anche questa tragedia è vittima della destrutturazione sociale e della propaganda gender che vuole normalizzare ciò che non è normale: e non è normale che una donna si creda uomo e frequenti un’altra donna. Potete anche fare una legge che vieta di dirlo, non cambierà l’ordine naturale delle Cose: Cira non è Ciro.

Si è dichiarato innocente Michele Gaglione, fratello di Maria Paola, la 20enne morta nella notte tra venerdì e sabato ad Acerra (Napoli). Gaglione è stato ascoltato dal gip di Nola Fortuna Basile che ha convalidato l’arresto. Il gip ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere. I reati contestati a Gaglione sono omicidio preterintenzionale “con l’aggravante di aver agito per motivi abietti o futili, non condividendo la relazione affettiva della sorella” con Ciro Migliore in quanto quest’ultimo è una donna trans. Gaglione resta quindi nel carcere napoletano di Poggioreale.

Assistito dall’avvocato Domenico Paolella, Gaglione ha confermato di aver inseguito con il suo scooter la sorella Maria Paola ma ha spiegato che l’intento non era farla cadere e ha negato la circostanza dello speronamento come causa dell’incidente a seguito del quale la sorella è morta.

Al giudice, Gaglione ha raccontato che stava inseguendo la sorella perché voleva parlarle e perché voleva recuperare il rapporto spezzato con lei a seguito della relazione con Cira, donna trans, anch’egli a bordo dello scooter con Maria Paola. Nel corso dell’inseguimento, ha proseguito, si è accorto che il mezzo a bordo del quale viaggiavano Cira e Maria Paola è sbandato e che i due sono caduti.

In un mondo normale Cira sarebbe stata aiutata a non credersi uomo. Maria Paola si sarebbe fidanzata con un vero uomo. E Michele sarebbe a casa. Il nostro non è un mondo normale. Dobbiamo riportarlo ad essere tale.

Ovvio, è una tragedia, ma una tragedia figlia di chi vuole normalizzare ciò che non lo è: e una donna che si crede uomo che frequenta una donna non è normale. Non abbiate timore di pensarlo e di dirlo. Gridatelo. Non fatevi irretire dal Sistema: è il Sistema ad essere anormale. Sono i suoi servi giornalisti ad essere anormali.




Vox

3 pensieri su “Maria Paola, il fratello condannato dai media è innocente: “Non l’ho speronata, volevo parlarle””

  1. innanzitutto vorrei dire la mia, in una famosa lettera di san paolo ai romani si condanna oltre che l omosessuslita’ che e’ abominio agli occhi di Dio, termine che Dio ha usato solo contro i finocchi e neppure contro satana, anche coloro che tollerano ed approvano!…. io da cristiano praticante evito questa gente per cui provo una estrema pena in caso in cui i medesimi vivono la loro malattia mentale con umilta’, e provo un gran ribrezzo quando nelle loro parate strillano di essere orgogliosi di prenderlo nel didietro, e pretendono di essere condiderati sani e normali.
    cristianamente parlando condivido nella esasperazione della famiglia anche l uso delle botte…. e’ di qualche giorno fa la sentenza per cui e’ stato mandato assolto un fratello BBussulmano , tanto caro a bergoglione, che l anno passato aveva cercato di sgozzare una milanese, il magistrato di turno che si crede giudice, ha motivato la ridicola sentenza dicendo che in quel frangente il tizio abusivo e clandestino non era in grado di intendere…. per analogia che si applichi questa medesima motivazione al povero michele…. altro punto…..e’ stato l urto con l ‘idrante ad essere la causa della morte di sua sorella ed ingegneristicamente parlando si trova in un luogo dove non puo’ stare…se non ci fosse stato la sorella avrebbe fatto un tuffo nell erba e niente di piu’ proprio come e’ successo all altra ragazza, che avendo un pene finto tra le gambe attaccato con l attack, si sente un uomo, si ma finto!…. spero che qualcuno legga e riferisca al povero michele che credo sia sinceramente dispiaciuto, hai la mia totale approvazione, ogni genitore che tiene alla propria prole, quando questa non vuol sentire ragioni alza le nani, senza mai lo scopo di danneggiare seriamente la carne della propria carne, per un fratello che vuol bene ad un proprio fratello credo che valga lo stesso

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