Treni: distanziamento sociale secondo i migranti – VIDEO

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Vox

8 pensieri su “Treni: distanziamento sociale secondo i migranti – VIDEO”

  1. E cmq il distanziamento sociale consiste nella buona educazione e ci dovrebbe sempre essere. Io ad esempio, se sono in fila al supermercato e lo stronzo /stronza dietro mi fiatano sul collo, mi volto e gli dico di levarsi dal cazzo e starmi alla larga. Mi basta un’occhiataccia per fargli capire che g li APPICICOSI devono rimanere al largo. Il virus non c’entra. Mi ha sempre dato un fastidio cane la gente rognosa che si appoggia e preme e io sono uno di quelli che mena per molto ma molto meno. Ultimamente poi non ne parliamo, in sto mondo marcio di gente di merda e casi umani.

  2. Mi ha colpito una notizia circa un concerto di un cantante moderno, non so chi sia, non lo avevo mai sentito nominare, ebbene il palco nella foto era normalissimo ma davanti c’erano delle piccole piattaforme rettangolari in materiale ligneo, posizionate a distanza identica l’una dall’altra. Il campo appariva come disseminato di mestissime lapidi. Cercavo di immaginare i partecipanti con la mascherina, silenziosi e tristi nel loro recinto individuale e ho avuto una stretta al cuore. Automatico il paragone con il coloratissimo Woodstock, quando ad un certo punto, durante le esibizioni, arrivò un acquazzone che creò delle pozzanghere dove i partecipanti tutti infiorati vi si gettarono dentro gioiosi, scivolavano coperti di fango ridendo di gusto come bambini nella neve. Si respirava a pieni polmoni un profumo saturo di patchouli, hashish e libertà. So che voi non amate i miei racconti psichedelici, ma siamo sicuri di aver fatto dei passi avanti?

    1. Scusa ma tu ci sei stata a Woodstock?Non ho mai amato la filosofia hippy ma se sei stata là hai vissuto un pezzo di storia!!!
      Comunque passi avanti no, non ne abbiamo fatti, per farli dovremmo procedere a ritroso x almeno 40 anni e poi fermarci lì, non un cm oltre!!!

  3. ahaha no, purtroppo ero un po’ troppo giovane, un gruppo di ragazzi più grandicelli erano andati, poi raccontavano sai. Avevano una macchina americana nera tipo Lincoln e giravano bighellonando di giorno mentre la notte gestivano un locale dove si suonava dal vivo. Il ricordo del profumo patchouli non mi ha abbandonato, ho una memoria olfattiva prodigiosa, era molto alcolico e canforato se lo sfioravi ti rimaneva appiccicato per giorni sugli abiti, la boccetta era un vetro nero con un piccolo tappo in sughero. Purtroppo non esiste più. C’era un negozio, come Biba, in piazza Piccapietra con la moquette rossa, vendevano poster di Jimi Hendrix, B.B. Beatles Rollin Stones, poi delle stranissime clessidre che se scaldate con le mani nella parte inferiore il liquido saliva. Ai miei occhi di ragazzina tutto era magico, specie quei dischi coloratissimi con temi psichedelici che venivano proiettati sulle pareti.
    L’aroma dolciastro dell’hashish lo avevo addosso, molto intenso, ed era leggermente diverso da quello di oggi, più aromatico.
    D’Annunzio fu un grande consumatore, come altri grandi scrittori, Poe, Rimbaud…
    Ecco, per contrastare tutta questa libertà negli anni 80′ è arrivato l’aids, mi chiedo se fosse nato in un laboratorio, come quelli successivi, per contrastare anche le nascite, certo è una teoria balzana ma fatto sta che molti per paura o si astenevano o prendevano precauzioni severe. Vi posso assicurare che alcuni non bevevano più il caffè al bar. Un po come oggi col corona, vera paranoia, ma è proprio in quel momento che il sospetto “dell’altro” si insinuó nelle nostre menti. Allora mi chiedo: sono i figli dei fiori o sessantini ad aver innescato il processo al quale, drammaticamente, stiamo assistendo, oppure c’è stata e c’è una corrente politica contrapposta (europeista) che ha lusingato la sinistra instillando nelle loro menti, per avere appoggio e voti, che il piano kalergi fosse uno sbocco obbligato e naturale?

  4. Naturalmente non vuole essere un alibi per i sessantottini di sinistra, che per stupidità e ignoranza hanno rimpolpato le fila del pd, anzi.
    I figli dei fiori non erano schierati politicamente, solo naturalisti in genere.

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