Duomo, poliziotti si sono feriti perché non potevano sparare all’egiziano armato di coltello

Condividi!
VERIFICA LA NOTIZIA

“Se ci fossero stati i taser, non ci sarebbe stata tutta quella pantomima…”. Il pensiero, negli ambienti di Polizia, è comune, condiviso dalla maggior parte degli agenti che hanno assistito al blitz dell’egiziano che ieri pomeriggio ha minacciato con un coltello una guardia giurata nel Duomo di Milano.

I due poliziotti del reparto mobili che, dopo essersi nascosti dietro il confessionale, hanno placcato e atterrato l’immigrato hanno sette giorni di prognosi a testa: uno si è tagliato mentre cercava di togliergli l’arma, l’altro invece si è fatto male al gomito. “I colleghi si sono comportati molto bene – ci spiega una fonte – e ne sono venuti fuori con le proprie mani…”. Ma il timore che la situazione sarebbe anche potuta trascendere non lascia sereno nessuno e rimette al centro la necessità di dotare tutte le forze dell’ordine degli strumenti giusti per potersi e poterci difendere da simili minacce.

Al di là delle competenze, le immagini che ci arrivano dal Duomo di Milano rimettono sul tavolo del Viminale un problema che andrebbe affrontato al più presto. E cioè l’utilizzo del taser. “Se quegli agenti lo avessero avuto – ci spiega una fonte – nel giro di pochi secondi sarebbero riusciti a neutralizzare l’aggressore. C’erano tutte le condizioni per intervenire con il taser e salvare una persona da un coltello, una persona che – ci tiene a sottolinearlo – avrebbe anche potuto essere sgozzata nel Duomo di Milano”.

Guardando le immagini circolate già ieri pomeriggio, in molti si sono chiesti per quale motivo ci sono voluti tanti minuti per fermare l’egiziano. Gli agenti sul posto hanno valutato ogni mossa e hanno sicuramente agito al meglio perché, come ci spiega Massimiliano Pirola, “in un posto dove c’è tanto marmo non puoi proprio sapere dove va a finire un colpo di pistola”. C’è, infatti, il rischio che questo rimbalzi e colpisca un’altra persona. “L’unica opzione – continua il segretario del Sap milanese – è immobilizzarlo quanto prima perché più passa il tempo più soggetti come questo perdono il controllo”. È la stessa dinamica che i poliziotti devono affrontare quando intervengono negli appartamenti e devono calmare “squilibrati” con cui non è più possibile ragionare. “Il rischio – ci fa, poi, notare – è che si mettano a menare fendenti a destra e a sinistra…”. Analizzando il video, infatti, c’è una sequenza in cui si vede molto bene che, quando l’agente si avventa su di lui per placcarlo, l’immigrato è pronto a colpirlo. “Noi abbiamo le nostre tecniche – ci confida Pirola – ma non possiamo andare sempre a fare il corpo a corpo per fermare questa gente qua che, in molti casi, ha pure ingerito droghe e sono più fuori del solito…”.

Il braccio di ferro sui taser
“Gli strumenti ci sono…”, ce lo ripetono tutti. E Matteo Salvini, quando sedeva al ministero dell’Interno, lo sapeva bene. Tanto che aveva avviato la sperimentazione del taser. Poi i giallorossi hanno bloccato tutto. La direttiva, inviata dal Viminale alla Direzione centrale per gli affari generali della polizia di Stato per ritirare le armi a impulsi elettrici, è della fine di luglio. E, sulla base di quel foglio, tutti i taser devono essere bloccati e custoditi nelle armerie delle Questure “fino a nuove disposizioni”. Il leader del Carroccio aveva subito addossato tutte le responsabilità di questo passo indietro al governo. Tanto più che, come faceva notare anche il leghista Nicola Molteni, una scelta del genere arrivava negli stessi giorni in cui la maggioranza aveva iniziato a ragionare su come cancellare i decreti Sicurezza che inaspriscono le condanne per chi aggredisce le forze dell’ordine. “Ma cosa ci vuole a fare un bando di gara serio e affidare l’appalto?”, si chiede oggi Pirola. Giusto ieri è stato annunciato il nuovo bando di gara per la fornitura alle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza) di 4.482 pistole ad impulso elettrico. Una operazione da 10 milioni e 385mila euro che va a sanare una mancanza vitale per chi combatte il crimine nelle strade delle nostre città. Nel frattempo, però, si è perso troppo tempo. “Peccato che, dopo la sperimentazione avviata con la Lega al governo, l’utilizzo del Taser sia rallentato da burocrazia e ostacoli politici – ha rimarcato anche oggi Salvini – Conte, Pd e Cinque Stelle hanno più a cuore le Ong, invitate con tappeti rossi al Viminale, rispetto alle forze dell’ordine”.

“È davvero vergognoso che nessuno pensi mai agli operatori in strada – conclude Pirola – ieri è capitato in Duomo e ci sono le immagini che stanno facendo il giro dei siti, ma i nostri uomini assistono a scene come questa ogni giorno”. E non è affatto facile arrivare a sera senza farsi del male.

Mah, qui al di là della questione del taser, il punto è che non possono sparare ai delinquenti. Arrivano a dover rischiare la propria incolumità e quella delle vittime per salvaguardare i delinquenti:

Mohamed Zin voleva sgozzare agente: perché non gli hanno sparato?

Abbiamo forze dell’ordine disarmate davanti all’invasione. Un’invasione di criminali, come ha ben descritto il questore di Torino, e che nemmeno il capo della Polizia, il sinistro Gabrielli, è riuscito a smentire.

Se guardate il video è evidente come gli agenti avessero la possibilità di rendere inoffensivo Mohammed semplicemente sparandogli addosso. Cosa che, in presenza di un ostaggio, dovrebbe essere non l’ultima, ma la prima ratio, se l’ostaggio è abbastanza distante da non rischiare di essere colpito: come era in questo caso.

E quindi si arriva al punto: hanno paura ad agire. Vengono istruiti a non agire. Mettendo a rischio loro stessi e le vittime dei crimini degli immigrati.




Vox

6 pensieri su “Duomo, poliziotti si sono feriti perché non potevano sparare all’egiziano armato di coltello”

  1. > necessità di dotare tutte le forze dell’ordine
    > degli strumenti giusti

    la Beretta 98 FS 9×21 è PIU’ CHE SUFFICIENTE! Una palla in mezzo agli occhi, problema risolto!

    Il taser potrebbe andare bene in altre situazioni più “leggere” dove non c’è alcun ostaggio e nessuno degli agenti rischia qualcosa, ad esempio bloccare un esagitato strafatto e ubriaco.

  2. Una delle migliori al mondo: nuova (in offerta) costa circa 800 sacchi (più facilmente intorno al migliaio, ma se avete la pazienza di cercare…) e se ne trovano di usate in ottime condizioni a meno di 400. Qualche buontempone ha notato che funziona anche con i 9×19.

Lascia un commento