Leader africano fonda il partito dei clandestini: ‘Lega dei braccianti’:

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Solo in questo Stato totalmente collassato dei clandestini possono fondare una sorta di partito:

Aboubakar Soumahoro ha lanciato la Lega Braccianti, e lo ha fatto nel giorno dell’anniversario di nascita di Giuseppe Di Vittorio, storico sindacalista e attivista. Chiaro il riferimento al Carroccio di Matteo Salvini, ritenuto il principale “nemico” dell’associazione dei braccianti, nata con un obiettivo ben preciso: “La nostra condizione di vita è purtroppo assimilabile a quella dei nostri compagni del 1900. Per questo ci uniamo nella Lega braccianti per emanciparci”.

Roba da matti. Vengono a distruggere il mercato del lavoro nei campi, dove fino alla loro presenza lavoravano stagionali italiani per paghe e condizioni dignitose per arrotondare, e si lamentano. Tornate a casa. Non abbiamo bisogno di migliaia di braccia low-cost che distruggono la nostra economia frenando l’applicazione della robotica in agricoltura.

Ricordiamo chi è da rimandare al suo paese che non è il nostro, è lui:

Il leader nero dei braccianti: “Chi ha votato Salvini è mafioso”




Vox

5 pensieri su “Leader africano fonda il partito dei clandestini: ‘Lega dei braccianti’:”

  1. Questo scheletro color merda non ha nessun diritto di fondare un cazzo, andate affanculo voi e chi vi assume, andrebbe specificato nelle etichette “raccolto da cita” così vediamo se i numerosissimi akkoglioni bastano a pagarvi la pagnotta xché noi altri col cazzo che compriamo roba contaminata!

  2. un mio amico in molise ha 5 macchine per raccogliere pomodori si fa pagare 2,5 euro al quintale, ci impiega circa 1 minuto per raccogliere 1 quintale pagando 4 persone italiane impiegate sulla raccogli pomodori, in 15 minuti raccoglie quanto raccoglie un negro in una giornata da 10 ore…. vorrei capire ma la cessanova ha mai lavorato in campagna?.. ha idea dei costi e dei mezzi?… un negro a che serve?

  3. Ma perché queste cose (salari, diritti, ecc.), non le chiedono ai governi dei loro paesi d’origine? Perché non chiedono a loro di avere una vita dignitosa, quando si trovano nei loro paesi? La risposta è semplice: non vogliono cambiare nulla in Africa e rimanere allo stato arretrato perché hanno voglia di invaderci e di sostituirci, di essere mantenuti dal nostro welfare e di sc***are le troie nostrane che gli si concedono. Fanno sempre le vittime piagnucolose perché sanno che tanti co***onazzi nostri compatrioti col cervello imbevuto di buonismo e frocismo autolesionista, abboccano e si fanno incantare.

    Ma la colpa di tutto ciò è anche dei giovani italiani che in maggioranza pensano solo al divertimento e allo sballo, e degli imprenditori agricoli italiani, soprattutto quelli del Sud, che non hanno alcuna intenzione di investire in automazione per avere pochi addetti qualificati e maggiore produzione.

  4. Abituati bene, questi vivono nei centri d’accoglienza a sbafo a spese dei contribuenti. Poi arrotondano in campagna, quanti di questi prendono il reddito di cittadinanza?
    La risposta: molti
    Quei soldi che prendono dovrebbero darli allo stato per le spese di mantenimento.
    Klar

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