“Vai troppo piano”, malato mentale sperona auto con famiglia a bordo e investe tre volte il padre

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Il problema del mondo moderno è che la maggioranza dei normali non ha alcuna tutela. Tutte le tutele sono per le varie ‘minoranze’ oppresse. Siano etniche, sessuali o di qualsiasi altro tipo.

Andavano troppo lenti. Per questo un uomo di 51 anni, in cura al centro igiene mentale (Cim), a bordo di una 147, a Isola Sacra, nel comune di Fiumicino, ha prima speronato l’auto su cui viaggiava una famiglia e poi ha investito per tre volte il padre, 44enne, che era sceso per verificare i danni. La terza volta l’uomo è stato sbalzato contro il parabrezza della 147. Il 44enne è stato ricoverato in prognosi riservata al San Camillo di Roma, ma non è in pericolo di vita mentre il 51enne è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Ostia per tentato omicidio. E’ accaduto intorno alle 16 a Fiumicino. Il 51enne a bordo della 147 si trovava dietro alla Ford Fiesta su cui viaggiava la famiglia, con a bordo padre, madre e figlia di 14 anni, su via Giorgio Giorgis a Isola Sacra. Per oltre un chilometro l’uomo ha lampeggiato all’auto che la precedeva cercando di sorpassarla finche tra le due rotatorie, all’incrocio con via Giuseppe Fontana, in direzione di villa Guglielmi, ha speronato la macchina con la famiglia. Il padre 44enne è così sceso dall’auto per vedere i danni ed è stato investito per tre volte finché non ha impattato con il parabrezza della 147. La figlia 14enne ha subito chiamato il 112 e sono intervenuti i carabinieri del Radiomobile di Ostia, che hanno trovato la vittima a terra e l’investitore nella sua auto come se non fosse successo nulla. L’uomo si è giustificato dicendo che l’auto andava troppo piano. Il 44enne è stato soccorso e portato al San Camillo, dove è stato ricoverato in prognosi riservata, e il 51enne arrestato ai domiciliari per tentato omicidio.

Non vogliamo la rupe Tarpea, ma almeno che i matti pericolosi stiano nei manicomi e non guidino auto.




Vox

12 pensieri su ““Vai troppo piano”, malato mentale sperona auto con famiglia a bordo e investe tre volte il padre”

  1. Beh, a volte c’è gente che ti esaspera, vanno a 40 all’ora e frenano ad ogni curva stando a centro strada comunque quando avevo le mie berline da corsa con le alfa duellavo sempre, mai ceduto il passo, la 147 poi si smonta da sola e se non si spacca prima come prestazioni é tutta fumo e niente arrosto.Se un’alfa mi tamponasse non scendo a vedere i danni, la faccio a fisarmonica a colpi di retro!

  2. la colpa e’ dei coglioni dei medici tutti di sinistra del cazzo, e dei relativi psicologi di sto cazzo la cui e’ una kaurea instronzoputtanologia!, al rinnovo del Mio porto dArmi, il mio medico curante mi ha chiesto 48,80 euro per il certificato anamnestico, e neppure lui, ma tramite la segretaria, la quale mi ha detto che non aveva il resto dei 50 euro! e che quindi era come se le pagassi il caffe!… aspetto ancora di trombarmela!… alla visita psichiatrica mi ero preparato!… mi aspettavo di vedere le macchie di rorschach, che in pratica come le giri le giri vedi solo fregne!.. mi sono detto a sta cretina posso dire che vedo le fregne?… di sicuro sta puttana non mi rinnova!… allora mi ero preparato tutto un discorso del tipo vedo figure emisimmetriche rispetto l asse verticale ed orizzontale e stronzate del genere, ma in realta’…. sono solo puttanate, vedo e sono fregne!.. per farla breve l indomani vado a visita, da una psichiatra cessa, sti cazzi mi sono detto!, lei mi fa….. come si chiama?….ed io ecco la mia carta di identita’…. sta bene? ed io si!….. sono 50 euro!… fine visita e rinnovo porto d armi!…. e voi vi meravigliate che danno la patente ad uno pazzo?… ma se dicono che gli handicappati mentali che si inculano reciprocamente ovvero i froci di merda so normali…. cosa cazzo andate trovando da sto stato di merda?

  3. 😄 Ci sono altre tavole, oltre quelle usuali da te citate, più numerose e nuove, chissà perché gli psichiatri usano sempre le stesse. Sono le Parisi Pes. Consigliato l’acquisto anche a scopo ludico in compagnia.

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