Lampedusa, migranti in quarantena fanno la spesa in mezzo ai turisti: “Cibo mensa schifo”

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Tu pensa al posto più schifoso che conosci. Moltiplica per dieci e ti avvicini a quello che può essere l’hotspot di Lampedusa in questi giorni. L’ingresso principale è presidiato dai bersaglieri dell’esercito. Se ti avvicini, aprono il cancello, chiedono di qualificarti (con gentilezza) e ti invitano a non fare foto o riprese. Affianco al portone, dove c’è un via vai di macchine di polizia, finanza e carabinieri, giace abbandonato un bancale con l’acqua minerale. Qualche centinaio di bottiglie. Sotto il sole. Da tre giorni. Saluti, risali in macchina e ti addentri verso il centro dell’isola passando per Contrada Cave. Al secondo dammuso che incroci prosegui a destra. Sullo sterrato. Con due precauzioni: la coppa dell’olio e i tunisini che camminano al bordo della strada. Non potrebbero uscire dall’hotspot, ma escono. C’è un buco nella recinzione. Che non viene riparato apposta. È’ una valvola di sfiato. È impossibile tenere mille persone in un luogo predisposto per novanta. È algebra, non c’entra l’accoglienza. Tanti si portano le coperte e i materassi fuori (materassi sono dei rettangoli di spugna compressa) e vanno a dormire nelle campagne, cercando l’ombra di un carrubo. Ma poi lasciano sporcizia e schifo e i residenti della zona si incazzano. Altri vanno fuori per andare a mangiare, perché dicono che il cibo della mensa sia insufficiente oltre che di pessima qualità. Arrivano alla gastronomia del porto nuovo o al Simply del centro città. E qui entrano in contatto con i turisti, che si godono le spiagge dell’isola ignari di quello che accada a Contrada Imbriacola.

È un problema. Che qui sembrano sottovalutare. Perché nell’hotspot la profilassi sanitaria è affidata a un preciso protocollo: il fato. Se chiedi, ti assicurano che tutti i migranti ospitati hanno fatto il tampone. Ma poi vengono fuori dei casi di positivi e nessuno sa come sia possibile.

La realtà è che fanno i sierologici, che non servono a nulla.




Vox

2 pensieri su “Lampedusa, migranti in quarantena fanno la spesa in mezzo ai turisti: “Cibo mensa schifo””

  1. C’è ancora qualche idiota che va a lampedusa in vacanza???Ma allora a mettere sdraio e lettini nella cloaca massima c’è da far soldi a palate!A pranzo servi pantegana alla griglia e la sera stronzi con patate et voilà!!!
    Poi fanghi col limo del tevere x la pelle…
    Quanti mangiamerda che ci sono in giro!!!!

  2. A questi punti non mi preoccuperei tanto del coronavirus, quanto del tifo e del colera.
    Certo una bella epidemia metterebbe a posto un po’ le cose e vorrei vedere cosa possono dire a loro discolpa i rognosi di palazzo Chigi.

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