Lampedusa, tunisini si lamentano: “Cibo scarso, italiani devono dare lavoro ai tunisini” – VIDEO

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Lampedusa, Sami Ben Abdelaali, deputato tunisino indipendente, in visita ieri a Lampedusa, è riuscito a incontrare alcuni dei clandestini che escono liberamente dal centro di Contrada Imbriacola.

Si sono lamentati con lui. Gli hanno raccontato di non avere bagni a disposizione, di dormire in mezzo agli escrementi, di avere razioni di cibo scarse.

La soluzione tunisina è più immigrati in Italia: «Come dice il presidente, bisogna trovare soluzioni legali e dare la possibilità all’interno di un accordo per agevolare questi soggetti ad andare altrove perché se non c’è la possibilità di lavoro in Tunisia, bisogna trovare un’opportunità per queste persone per trovarlo da altre parti».

Certo, siamo qui per dare lavoro ai tunisini. Oddio, Conte sì:

Conte lo aveva detto: “Porti aperti, daremo lavoro a migliaia di africani”




Vox

8 pensieri su “Lampedusa, tunisini si lamentano: “Cibo scarso, italiani devono dare lavoro ai tunisini” – VIDEO”

  1. primo incarico dignitoso : potete iniziare a far fuori chi vi vuole
    secondo incarico : come dice momelometto vanno fatti fuori tutti i froci poiche sono pervertiti
    terzo incarico tornare a casa, col bottino !portatevi dietro tutte le troie comuniste che potete

  2. vogliono un lavoro? mettiamoli a scavare nelle miniere di zolfo in Sicilia per almeno 10 ore al giorno o a dragare tutti i fiumi: vediamo se hanno veramente la voglia di lavorare ….

  3. Vogliono un lavoro? E dove diavolo sta il lavoro qui in Italia, visto e considerato che quasi mezzo milione di cittadini é emigrata all’estero negli ultimi dieci anni?

    La verità é che vogliono la paghetta di 35 euro al giorno per non fare un ca**o…

    1. Visto che la ministra dell’ agricoltura ha fatto una sanatoria per dare lavoro ai suoi concittadini tunisini, qua nelle campagne della bassa bolognese, non se ne sono ancora visti. Io sto in un piccolo paese e vedi le nuove facce, sempre in piazza seduti, rilassati ma non sudati per il lavoro.
      Personalmente non so da dove vengano, cosa facciano (niente) e dove siano domiciliati .
      Sono persone che sono per lo più a carico nostro.
      Non aggiungo altro, però se c’è qualcuno della bassa modenese, si legga la notizia, o firmi se c’è ancora la petizione, contro la chiusura dell’ospedale di Mirandola (mo).
      Se va avanti la proposta prverebbero migliaia di cittadini di un ospedale funzionante, costringendo le persone a fare spostamenti dai 30 ai 45 km per accedere a cure ed affollare ospedali che hanno già il loro carico di lavoro.
      Questa è la “buona sanità” di BONACCINI da niente, alla quale io mi sono opposta il 26 gennaio scorso.

  4. Integrazione doverosa al mio commento precedente.
    La buona sanità emiliana, non è merito di chi l’amministratore, ma di tutti quei medici, infermieri, assistenti vari e contabili, che vanno oltre il proprio dovere. Medici ed infermieri li vedi correre pronti per aiutare tutti e sono sempre gentili. Il merito è l’onore va a loro e non chi ha piazzato BONACCINI alle ultime elezioni.

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