Burioni: “Virus è lì, tranquillizzare è sbagliato”

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“Il virus è lì, pronto a diffondersi, e narrazioni troppo tranquillizzanti non servono ad arrestare il contagio. Per quello ci vogliono atteggiamenti responsabili e soprattutto misure di protezione adeguate”. Lo scrive il virologo Roberto Burioni, che su ‘Medical Facts’ analizza il caso del campeggio estivo in Georgia, dove a giugno quasi la metà dei partecipanti (ragazzi dai 12 ai 17 anni) è stata contagiata. “Una storia su cui riflettere”, scrive il virologo.

In Georgia, in un campo estivo, “hanno fatto le cose per bene: tutti i partecipanti (supervisori e ragazzini) dovevano avere un esame negativo per il coronavirus non più vecchio di 12 giorni. Basandosi sulla sicurezza fornita da questo screening, non hanno implementato tutte le misure di profilassi suggerite dalle autorità. Non hanno ventilato le camerate, i ragazzi non hanno indossato le mascherine, hanno urlato, festeggiato, giocato e cantato insieme. Qualcuno avrà pure pensato che i giovanissimi sono poco infettivi e si infettano poco, quindi non era il caso di rovinargli la vacanza. I 251 supervisori (età media 17 anni) erano arrivati il 17 giugno, mentre i 346 campeggiatori (età media 12 anni) sono arrivati il 21 giugno”.

Il 22 giugno un teenager (quindi massimo diciannovenne) tra i supervisori si sente male, ha i brividi: lascia il campo il giorno dopo e il 24 risulta positivo al coronavirus. Immediatamente i partecipanti vengono mandati a casa e il 27 il campo estivo viene completamente chiuso. Tutti vengono messi in quarantena e si cominciano a eseguire i test, che vengono eseguiti su 344 persone che hanno frequentato il campo (il 58% del totale). “I risultati sono incredibili: il 76% risulta positivo. Il tasso di attacco (ovvero quanti si sono ammalati rispetto al totale dei partecipanti che sono stati sottoposti a tampone) è del 51% per i bambini tra 6 e 10 anni, del 44% per i ragazzini tra 11 e 17, del 33% per gli individui tra 22 e 59 anni”.

“Per evitare polemiche, visto che oramai le questioni scientifiche sono trattate più o meno come quelle calcistiche, io – assicura Burioni – traduco letteralmente quello che scrivono gli autori del lavoro: ‘Questo lavoro si aggiunge alle evidenze che dimostrano come i bambini di tutte le età sono suscettibili all’infezione da coronavirus e, contrariamente a quanto sembra risultare da alcune osservazioni, possono giocare un ruolo importante nella trasmissione”‘.

“Non fatevi prendere dal panico pensando alla riapertura delle scuole: la situazione di questo campo estivo – sottolinea il virologo – non ha nulla a che fare con la vita che faranno i nostri bambini in classe, visto che questi ragazzini dormivano insieme in camerate con decine di persone tutte nella stessa stanza. Però una cosa deve essere invece molto chiara: il virus è lì, pronto a diffondersi, e narrazioni troppo tranquillizzanti non servono ad arrestare il contagio. Per quello ci vogliono atteggiamenti responsabili e soprattutto misure di protezione adeguate. Ma ne riparleremo”.

La verità è che l’estate, come previsto, è stata una sana pausa in una pandemia che durerà anni e che muterà il nostro modo di vivere. Senza fanatismo da invasati, dobbiamo comprendere che certi assembramenti in autunno saranno esiziali.

Pensare a riprendere le crociere, ad esempio, è demenza pura. Come anche chi vuole riaprire gli stadi. Purtroppo abbiamo passato questi primi mesi d’estate a raccattare infetti sui barconi che alimenteranno il contagio e la strage ripartirà per causa loro e di chi li ha fatti sbarcare.

Si chiama epidemia colposa. Lo stesso deficiente che ci ha rinchiuso in casa per nulla, ora ci riempie di infetti da tutto il mondo.




Vox

9 pensieri su “Burioni: “Virus è lì, tranquillizzare è sbagliato””

  1. La “seconda ondata” è praticamente impossibile, la distruzione totale dell’economia e il “grande reset” sono invece pressoché certi, grazie a personaggi come burioni e tutti i politici che lo promuovono. L’opportunità per i Bianchi è iniziare a costruire comunità esclusive parallele agli Stati anti-bianchi, che precipiteranno nel caos marrone.

  2. Bravo “RaHoWa” (sempre W, ripeto, Ben Klassen). Ma qui sei una vox clamantis in deserto, come il sottoscritto. “Vox” di Crisant(em)i ha deciso, pur di giustificare l’operato dei vari Proseccozaia e Bahamasfontana – e di tutta la dirigenza (CORROTTA) della Lega ùla ùla -, di prendere come punto di riferimento persino Sburioni. Sta volando giù nella foiba, l’ho detto, e il fondo ancora non s’intravede.

  3. Non possiamo togliere ai giovani i sollazzi di cui noi vecchie ciabatte abbiamo goduto ai tempi che furono: concerti, calche, stadi gremiti e abbracci con sconosciuti, amori mercenari con prostitute visibilmente raffreddate, sbornie, i più fortunati amplessi occasionali, scambi di coppie, pensiamo agli omosessuali… Ma voi di vox siete matti? Viva le crociere dell’amore, lasciate che la natura segua il suo corso, e che chi e’ debole muoia di coronavirus così chi sopravvive si fortifica e mette al mondo figli immuni. La destra estrema deve battere la grancassa delle libertà, dobbiamo sconfiggere il tiranno sanitario volgendogli contro le stesse sue armi, l’individualismo tra tutte. Lui dice che se sono bravo e’ giusto che guadagni 100 o 1000 volte lo stipendio del mio operaio? E noi gli dobbiamo rispondere che siccome siamo più forti del coronavirus dal punto di vista immunologico, allora meritiamo di vivere e di sopravvivere alle mezze calzette in mascherina. E’ la legge del mercato, meno stato e più liberta’, vietato vietare, il sistema immunitario e’ mio e lo gestisco io, il coronavirus al potere, questi sono gli slogan da cantargli a quelle merde di vigliacchi cacasotto. E in questo, viva Salvini che si pulisce le chiappe con la mascherina. Scusate le parolacce.

    1. Sinceramente sono d’accordo con te…chi vuole può barricarsi in casa ed uscire solo sotto scorta e con lo scafandro basta che non rompiate il cazzo a chi vuol vivere, perchè voglio vivere e voglio farlo come cazzo mi pare….

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