Sala vietata al libro di Nicolo Porro

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Lo racconta Francesco Giubilei, editore e presidente di Nazione Futura: “Qualche mese fa l’associazione culturale Nazione Futura, nella persona di Marco Mestriner, ha richiesto l’utilizzo degli spazi del museo M9 per la presentazione dell’ultimo libro di Nicola Porro Le tasse invisibili. La direzione del museo della Fondazione Venezia, proprietaria del complesso, negò la sala considerando Nicola Porro un giornalista “troppo schierato politicamente””.

Carlo Calenda invece, che ha fondato un partito al contrario di Nicola Porro che fa il giornalista, ha potuto presentare il suo ultimo libro proprio negli spazi del museo in piena campagna elettorale (a Venezia e in Veneto si terranno le elezioni amministrative e regionali). L’esponente di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon ha commentato l’episodio (una censura a senso unico) denunciando una “giravolta politica sulla concessione degli spazi in M9”.

“La censura a Nicola Porro – commenta Giubilei – è purtroppo solo la punta dell’iceberg di quanto avviene in tanti comuni italiani dove eventi, presentazioni, iniziative – anche se di carattere culturale – non in linea con il pensiero progressista e di sinistra, vengono boicottate o si cerca di impedirne la realizzazione. Il problema è ben più ampio poiché in molti comuni, luoghi come musei, sale conferenze, luoghi pubblici che dovrebbero essere concessi con criteri super partes, vengono utilizzati con le stesse finalità politiche che in apparenza i responsabili dicono di voler contrastare”.




Vox

3 pensieri su “Sala vietata al libro di Nicolo Porro”

  1. Porro é troppo schierato politicamente, lamentano quelli della Fondazione Venezia. Ma perché Berlinguer, Floris, Formigli, Giannini, Gruber, Lerner, Purgatori, ecc., sono politicamente neutrali? Ah no, scusate sono politicamente schierati dalla parte “giusta”.

  2. Definire “progressista” un pensiero che è tipico delle più infami dittature con l’aggravante di un’ inusitata particolarità: azzerare gli autoctoni per mano dei capi di stato. In realtà siamo governati da altre nazioni nemiche per mano di un gruppo di infami, vigliacchi venduti, che un giorno l’Italia sfortunatamente partorì, ecco perché non hanno remore a distruggere il nostro paese, sono nazioni avverse.
    L’aggettivo, dicevo, fa pensare immediatamente ad una spinta positiva verso un futuro pronto ad accoglierci in quanto il progresso, nell’immaginario collettivo, almeno fino ad oggi, è stato considerato foriero di benessere economico e, in termini tecnici, risparmio di fatica, mentre quello che vanno creando è qualcosa di mostruoso che sterminerà un’intera razza: la nostra.
    Giubilei… pensa prima di parlare alla caxxo.

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