Nordio: “Salvini a processo per 100 immigrati e Conte che ha segregato 60 milioni di italiani?”

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Carlo Nordio analizza il voto del Senato che manda a processo Salvini. “Per più di un anno ha governato, come prevede l’articolo 95 della Costituzione, sotto la direzione dell’attuale primo ministro. Ecco dunque il primo punto. Il governo Conte 1, a torto o a ragione ha deciso il blocco degli sbarchi clandestini, attuato concretamente dal ministro degli Interni. Per questo Salvini è stato a suo tempo indagato, ma il Senato ha negato la procedibilità, affermando che si trattava di un’insindacabile attività politica. Cambiata la maggioranza di governo, ma sempre con lo stesso premier, il Senato decide ora in modo opposto su una situazione assolutamente identica. Le argomentazioni giuridiche di questo revirement sono una minuziosa bigotteria di sofismi. Così è stato deciso, perché così faceva comodo decidere”, attacca Nordio.

“Il presunto reato di sequestro di persona, sul quale le stesse procure sono divise quella di Catania, ad esempio, ha chiesto l’archiviazione consisterebbe nell’aver tenuto a bordo di una nave per alcuni giorni qualche decina di migranti. Un atteggiamento che può confliggere con la nostra solidarietà cristiana, ma che rientra nei poteri e nella responsabilità della gestione politica. Tanto è vero che Conte 2 ha segregato in casa per mesi 60 milioni di italiani, talvolta in condizioni analoghe a quelle dei migranti”, ha sentenziato Nordio.

In realtà non confligge nemmeno con la carità cristiana, perché le guance sono due, e noi le abbiamo terminate da tempo.




3 pensieri su “Nordio: “Salvini a processo per 100 immigrati e Conte che ha segregato 60 milioni di italiani?””

  1. Il vero, enorme problema della bovigotta ( = bovina&bigotta ) nostra maggioranza reale è – con l’endemica inerzia – il non aver capi davvero degni di questo nome.
    Salvini e la Meloni parlano e parlano, rispondono a suon di parole agli avversari ma si limitano al prendere aria alla bocca, lasciandosi, e lasciandoci, imporre di tutto dalla sparuta ghenga del rossame e compari. Sono la perfetta personificazione del classico: “Lui me ne ha date, ma io gliene ho dette!”. Presto Matteo, a furia di sole chiacchiere e distintivo, farà la fine del Berlusca. Poi toccherà a Giorgia.
    E gli Italiani sempre più alla pecorina.

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