Senatori scafisti: i 149 traditori che hanno venduto l’Italia allo straniero

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La decisione del Senato, che non rappresenta la maggioranza degli italiani, è di una gravità inaudita. Non tanto per la decisione in sé di mandare a processo Salvini, che non avrà conseguenze giudiziarie per motivi ovvi. Ma per il messaggio politico: dice che i porti italiani sono aperti a qualunque nave straniera voglia scaricare clandestini. E che un ministro a cui il popolo ha dato mandato di bloccare gli sbarchi non può fare nulla. E se lo fa, finisce davanti alle toghe rosse.

Per noi, questo è un colpo di stato. Un’oscena e palese cessione di sovranità. Per questo ognuno dei senatori che ha votato in questo modo andrà perseguito per alto tradimento.

Per due ragioni: cessione della sovranità nazionale e tradimento della volontà popolare.

Quello che hanno fatto è un gesto simbolico gravissimo che non può non portare ad una scontro duro atto a ripristinare l’ordine naturale delle cose. Costi quello che costi. Se non l’avete capito, quei 149 traditori hanno dichiarato guerra: è tempo di combatterla. Salvini non deve rimanere solo.

MATTEO SALVINI IN SENATO (30.07.2020)

Il mio intervento di oggi al Senato. Non riusciranno mai a togliermi la passione di impegnarmi per il Paese più bello del mondo. A testa alta.

Posted by Matteo Salvini on Thursday, July 30, 2020




3 pensieri su “Senatori scafisti: i 149 traditori che hanno venduto l’Italia allo straniero”

  1. Cara redazione di Vox,
    Salvini non è mai stato solo.
    Ci si è ficcato da solo nel bugliolo della sua politica Kisses & Smiles.
    Fu reiteratamente avvertito di denunciare la Trenta e i vertici della Guardia Costiera.
    Fu reiteratamente invitato a promuovere Class Action contro Patronaggio e A.Vella.
    Fu reiteratamente richiesto a promuovere azione simile contro i Tribunali dei Minori implicati per Bibbiano.
    Per non parlare del trascinare a giudizio le toghe dei 49 milioni per frode giudiziaria.
    Niente da fare: continuava a mandare bacioni e sorrisi ascoltando, perdipiù, Mattarella.
    Ed è solo fortunato ad essersi giocato solo il 10% di quel consenso faticosamente raggiunto.
    Tragga le opportune conclusioni.
    Certo è che se la cosca di cialtroni al Governo prosegue sino al 2023 l’Italia è finita.
    Salvo la rivolta aperta non scoppi molto prima…

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