G8 Genova, poliziotti in rivolta: non si celebri atto criminale Giuliani

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G8, a Genova consueta manifestazione per Carlo Guliani, Fsp Polizia scrive a Vox: “Non si può celebrarlo come eroe o martire, un atto criminale non è politica né protesta”

“Oggi si terrà a Genova l’ennesima manifestazione in ricordo di Carlo Giuliani e questo, come ogni anno, suona come una celebrazione della sua figura. E noi torniamo a ribadire che la morte di un giovane è sempre una tragedia, e che il lutto dei suoi familiari va rispettato, ma che non si può condividere né ammettere che si onori o si esalti l’immagine di una persona che ha perso la vita commettendo reati gravissimi. Non si può manifestare in suo nome indicandolo come esempio meritevole di un tributo. Carlo Giuliani non è un eroe né un martire, è e resta l’esempio di cosa non fare in alcun caso”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, nel giorno in cui, come ogni anno, si terrà in piazza Alimonda, a Genova, una manifestazione in ricordo di Carlo Giuliani.

“Violare la legge – aggiunge Mazzetti -, aggredire le Forze dell’ordine, attentare alla vita di un uomo in divisa non è ammissibile, non è giustificabile. Tentare di ammantare un comportamento criminale di significati politici non serve a renderlo lecito. Quel che ha fatto Giuliani in quella piazza non fu lotta politica, e non fu resistenza civile. Rischiare di uccidere un Servitore dello Stato che sta solo facendo il proprio dovere non è protesta. E ci meravigliano le considerazioni di quei politici che saranno presenti oggi, ma che non hanno speso una parola in difesa della legalità, della correttezza, del rispetto dovuto a chi compie il proprio dovere senza colpe, non per alcuna convinzione politica ma per onorare una divisa. Una manifestazione come quella prevista oggi avrebbe senso solo se si ricordasse come la violenza dei no global in quel maledetto giorno in piazza Alimonda distrusse due vite, quella di Giuliani e quella di Mario Placanica. Solo che il primo scelse di devastare, di aggredire, di assaltare, in secondo no. A quel giovanissimo carabiniere totalmente assolto in ogni possibile sede no, non fu concessa alcuna scelta”.




Vox

10 pensieri su “G8 Genova, poliziotti in rivolta: non si celebri atto criminale Giuliani”

  1. Il ragazzo era un disadattato e tossico dei centri sociali, non credo nemmeno che avesse l’idea del perché era lì e contro cosa si stesse scagliando… a livello politico. Il bersaglio reale invece si è allarmato e per un eccesso di codardia ha sparato al petto e non alle gambe come avrebbe dovuto. Fine.

    1. Tanti anni fa il regolamento dei Carabinieri ammoniva che quando e’ necessario bisogna sparare sempre al tronco, perché quello e’ un bersaglio grosso, più facile da colpire rispetto alla testa. Da buon carabiniere il povero Placanica, in preda al panico, ha sparato in aria per spaventare il disadattato, ma il colpo ha preso un sasso ed il proiettile deviato ha trapassato il cranio del fu Giuliani. O dovrei credere che un poliziotto ausiliario che avrà sparato con la Beretta al massimo due volte in vita sua centra la testa di un cretin o in movimento durante una colluttazione a 4 metri di distanza? Una possibilità su 100 milioni, molto più probabile il sasso in aria, oltretutto documentato dalle immagini e dalle grida dei poliziotti che dicono ai manifestanti: “Lo avete ucciso voi”. In ogni modo, se il padre avesse chiesto scusa all’Italia per la condotta del figlio avrebbe fatto miglior figura.

  2. Sei sempre spiritoso Marco ed apprezzo i tuoi interventi. Se il giuliani fosse stato a 4 metri da lui il rischio che lo colpisse con un pesante estintore sarebbe stato assai remoto, ti pare? Nemmeno il più forzuto eroe dei fumetti riuscirebbe nell’impresa. La vicinanza era davvero ridotta ma il panico ha prevalso. Peccato solo per la nazionalità, mi urta per questo, fosse stato straniero oggi sarebbe vivo e vegeto a farsi le sue pere in fronte come Hendrix.

  3. Nella dimostrazione di Genova la Sinistra scese in campo al grido di No Global, avendo giustamente capito che con il globalismo i proletari, le fasce piu’ deboli ne avrebbero sofferto.
    Pochi anni dopo e la Sinistra scende in campo al grido di No Border, esattamente l’opposto della battaglia di Genova
    Ci sono due domande da farsi:
    — Come riescono i manovratori dei fili di questi burattini a far accettare a questi due battaglie che sono una l’opposta dell’altra ?
    — Com’e’ possibile che questi burattini non si accorgano di come facilmente sono manipolabili ?

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