Autostrade, Conte e M5s cedono: niente revoca, pioggia di soldi ai Benetton per vendere allo Stato

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Alla fine i Benetton escono più ricchi che mai dalla farsa della revoca che non ci sarà. Miliardi di euro dai contribuenti per vendere allo Stato. La strage del Ponte Morandi finisce nella solita regalia di Conte ai Benetton.

C’è l’accordo dopo un lungo Consiglio dei ministri. Atlantia è pronta a cedere l’88% a Cassa depositi e prestiti: altri miliardi di euro dei contribuenti ai Benetton.

Accordo raggiunto nel governo su Autostrade per l’Italia dopo un CdM fiume di oltre 6 ore a Palazzo Chigi, con tanto di faccia a faccia riservato tra il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. I Benetton usciranno gradualmente da Autostrade e verranno sostituiti da Cassa depositi e prestiti. Il Consiglio dei ministri, convocato alle 22, era stato sospeso intorno a mezzanotte per un esame nel dettaglio della nuova proposta arrivata in serata da parte del gruppo che fa capo alla famiglia Benetton. L’ipotesi prevedeva, secondo quanto si apprende, l’ingresso di Cdp al 51%, lo scorporo e la successiva quotazione di Aspi e cessione della quota in mano ai Benetton. Niente revoca della concessione, dunque, come preteso in un primo momento dal Movimento 5 Stelle. Al di là dei dubbi del Pd sulle eventuali, disastrose ricadute legali di una mossa così drastica, pesa secondo un retroscena del Sole 24 Ore il sospetto di un possibile “ricatto” dei renziani di Italia Viva, disposti a non dare il via libera in Parlamento alla revoca col rischio, dunque, di una clamorosa crisi di governo sulle concessioni.

La svolta è arrivata dopo una serrata trattativa tra le varie anime della maggioranza: Mit, Mef e Cassa depositi e prestiti hanno avuto il mandato di definire i dettagli della transazione che dovrà iniziare entro il mese di luglio e l’uscita graduale dei Benetton.

Insomma, invece della revoca altri soldi ai Benetton. E infatti la loro società vola in borsa.




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