Autostrade, Benetton macinano record in borsa dopo il regalo del governo: +25%

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Doveva essere la revoca delle concessioni, invece è l’ennesimo tradimento grillino e l’ennesimo regalo ai Benetton.

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Autostrade per l’Italia a maggioranza pubblica, pioggia di soldi per i Benetton. L’intesa passa dall’ingresso dello Stato con il 51%, che renderà di fatto Aspi una public company.

Inizialmente i Benetton scenderanno al 10-12% dell’azionariato, in cambio di un pacco di miliardi dei contribuenti, poi con un’ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi. Tra i punti della proposta transattiva di Aspi arrivata in Cdm c’è la “rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe””. Inoltre è prevista la “riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del dl “Milleproroghe””, che ha ridotto l’indennizzo in caso di revoca da 23 a 7 miliardi.

Insomma, i Benetton escono dal crollo del Ponte Morandi con tanti miliardi in più e nessuna responsabilità.

La Borsa non mente, i grillini sì. Atlantia macina record su record a Piazza Affari, dove guadagna il 25,69% a 14,28 euro. Un guadagno del 50 per cento da quando il titolo era precipitato fino a 9,82 euro a seguito dei dati di traffico autostradale e aeroportuale per l’emergenza Covid. Il balzo odierno supera la debacle del 16 agosto 2018 (-22,25%) all’indomani del crollo del Ponte Morandi, tornando vicino ai 18,3 euro di allora.

Insomma, il governo Conte arricchisce i Benetton.




Un pensiero su “Autostrade, Benetton macinano record in borsa dopo il regalo del governo: +25%”

  1. Mi permetto di dire che purtroppo era inevitabile stante i contratti in essere. Bisogna guardare indietro, a chi ha permesso le privatizzazioni selvagge. E sappiamo dove guardare, vero ‘crodino’, italianissimo mortadellaro di bologna che voleva “più negri”, parole sue, per l’Italia bianca degli anni ’80.

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