Altri 65 sbarchi a Pozzallo, rivolta: “Noi a casa per mesi. E loro ci contagiano”

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Mentre il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese tace a Pozzallo arrivano nuovi clandestini. Nella mattinata di lunedì 13 luglio ne sono sbarcati 65. Sono quelli che vengono trasferiti con navi traghetto da Lampedusa o trainati dalla Guardia Costiera, trasformata dal governo nella puttana degli scafisti.

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“I cittadini hanno paura del contagio, bisogna fare il tampone direttamente sulle navi”, ha detto il sindaco del piccolo comune ragusano Roberto Ammatuna. Gli immigrati sono stati agganciati ieri pomeriggio dalla Guardia costiera in acque italiane.

Sono tutti giovani maschi islamici di cui 20 presunti minorenni, suddivisi in 61 pakistani, 3 siriani e un marocchino. Che ci fanno i pakistani in Libia?

“Spero di incontrare direttamente il ministro Lamorgese – dice – Solo in questo modo si possono impedire fenomeni di razzismo. Bisogna rassicurare i cittadini che prima che i migranti scendano dalla nave devono essere controllati”. “Il problema che ho sollevato non è quello dell’accoglienza, ma della sicurezza sanitaria delle popolazioni interessate – aggiunge ancora Ammatuna – Dopo che per parecchi mesi i cittadini sono rimasti a casa non devono avere la sensazione che qualcuno possa sbarcare e contagiare. Domani chiederò al ministro che si ufficializzi e si formalizzi un protocollo di intesa”.

Non è una sensazione, deficiente, è la realtà.




Vox

Un pensiero su “Altri 65 sbarchi a Pozzallo, rivolta: “Noi a casa per mesi. E loro ci contagiano””

  1. È incredibile come in Italia siano riusciti a bypassare tramite la semplice prassi la differenza tra cittadino e non-cittadino, smentendo platealmente coloro che si sentivano relativamente “al sicuro” dalla negrificazione rispetto a Francia, Regno Unito o USA. Lo “ius soli”, di fatto, c’è da anni: non sarà la fine del mondo se faranno una legge in merito, servirà solo a confermare una prassi consolidata (il solo fatto di fornire “accoglienza” e prestazioni sanitarie a non-cittadini mette questi praticamente sullo stesso piano dei cittadini, che non godono quindi di alcuna esclusività – se non quella di essere gli unici a pagare le tasse).

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