Direttore sanitario accusa Governo: “Clandestini minaccia sanitaria, fuggono senza quarantena”

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Il direttore dell’Asp di Ragusa Angelo Aliquò denuncia una situazione sanitaria insostenibile a Lampedusa e nei porti siciliani. Dove sono sbarcati quasi mille clandestini tunisini e bengalesi in due giorni:

LAMPEDUSA ASSALTATA DA 800 CLANDESTINI: QUARANTENA IN STRADA

Aliquò attraverso le sue parole, fa una fotografia della situazione migranti principalmente dell’hotspot di Pozzallo, ma non solo. “Abbiamo effettuato centinaia di test sierologici ai migranti prevalentemente di nazionalità tunisina, non classificabili come rifugiati. In questi mesi abbiamo imparato a conoscere le varie caratteristiche dei gruppi che compongono la popolazione dei migranti”, afferma il direttore.

Aliquò denuncia come numerosi tunisini scappano dai centri per migranti come se fosse già un piano prestabilito. Ma da chi? “La scorsa settimana diversi tunisini sono fuggiti dall’hotspot di Ragusa e finanche da quello di Pozzallo, raggiungendo un lucernario posto a diversi metri di altezza e utilizzando le manichette degli idranti per calarsi dal tetto, seguendo apparentemente un disegno ben preciso, come se sapessero dove andare”.

E la salute pubblica? Si, sono stati fatti i controlli sierologici, ma dovrebbe essere necessaria una vera quarantena perché il test sierologico è soltanto una misura di screening di prima linea, insufficiente senza una successiva attività di sorveglianza e monitoraggio. Fino a che punto riusciremo con le nostre forze dell’ordine a controllare? Fino quando le nostre misure di controllo sanitario potranno rispondere in modo adeguato alla minaccia? Fino a quando resisteremo?”, si chiede.

“Dobbiamo respingere chi rappresenta una minaccia sanitaria o sociale per le nostre comunità”.

Angelo Aliquò era già stato ai vertici della azienda ospedaliera di Ragusa per 14 mesi, dal dicembre 2012 al febbraio 2014 ed oggi tocca con mano la crisi dei migranti nell’isola. Il direttore non ha nessun dubbio in merito al fatto che “è irrinunciabile ormai affrontare il problema in modo diversificato, cambiare la strategia dell’accoglienza o ci troveremo travolti da un becero razzismo di massa e non saremo in grado di aiutare chi davvero ha bisogno. È arrivato il momento di dire di no a chi cerca di entrare in Italia senza un motivo valido e avere il coraggio e la determinazione di rimandare indietro chi rappresenta una minaccia alla salute e alla sicurezza di tutti”.

Noi, invece, tifiamo per il ‘becero razzismo di massa’. Nessuno ha diritto di entrare in Italia con un barcone e senza chiedere il permesso.




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