Gatto ucciso e arrostito da immigrato: carabinieri confermano, particolari raccapriccianti – VIDEO

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A quanto pare vengono anche confermate le voci di strada secondo cui il richiedente asilo, ospite di un centro di accoglienza locale, uno dei tanti hotel riconvertiti in strutture ricettive per fancazzisti, avrebbe avuto d’abitudine certi comportamenti. I carabinieri lo definiscono “personaggio problematico”.

Non hanno vergogna. Pur di difendere gli immigrati e i loro insani ‘stili di vita’, come li definirebbe Boldrini, la sinistra è arrivata a mettere in dubbio l’orripilante vicenda del gattino ucciso e arrostito da un africano a Campiglia, provincia di Livorno.

Le Iene hanno addirittura sentito la necessità di chiedere informazioni ai Carabinieri di Livorno, che hanno ovviamente confermato la notizia.

“Il gatto era vero, eccome. Siamo intervenuti per spegnere il barbecue”, hanno spiegato i carabinieri alle Iene, raccontando che l’africano ripreso mentre arrostisce il gatto è un giovane 21enne della Costa d’Avorio. “È un soggetto problematico dal punto di vista relazionale. Era ospite di un centro di accoglienza in zona e ha avuto problemi disciplinari, per questo è stato allontanato”, hanno spiegato.

Perché gli africani problematici, come vengono definiti, non li espellono, li buttano solo fuori dai centri. Poche volte. E loro arrostiscono i gatti.

“Abbiamo documentato le tracce di sangue dove è avvenuto il fatto, in più abbiamo acquisito testimonianze che confermano l’investimento dell’animale. Non risulta di un privato cittadino, perché nessuno ha denunciato la scomparsa o il furto di gatti”. In questi giorni si sono chiusi gli accertamenti da parte dei Carabinieri ed è scattata la denuncia per maltrattamento e uccisione di animale.

Vedete, fino a che nel caso di un animale si parlerà di ‘furto’ e non di un reato che riguarda un essere vivente, non potremo dirci un Paese civile.




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