Sea Watch 3 bomba coronavirus: Guardia Costiera la ‘sequestra’

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Migranti in attesa dello sbarco dalla nave umanitaria tedesca Sea Watch 3. Messina, 27 febbraio 2020. ANSA/CARMELO IMBESI

La nave Sea Watch 3 non potrà lasciare l’attracco di Porto Empedocle. Almeno non fino a quando l’armatore – e, se sarà necessario, la Germania, Paese dove ha sede l’ong – non avranno risolto le irregolarità trovate sulla nave.

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La Sea Watch 3 era rimasta in mare per giorni, da quando aveva prelevato 211 clandestini (28 sarebbero poi risultati positivi al Covid-19) di fatto fuori da ogni controllo delle autorità nazionali.

Quando, trasferiti i migranti sulla nave-quarantena ‘Moby Zazà’, è stato loro notificato l’obbligo di mantenere l’isolamento per due settimane, hanno protestato di aver sempre adottato un rigido protocollo anti-contagio in tutte le fasi della missione.

E quelle regole, ha rilevato la Guardia Costiera, non erano state rispettate, tanto in materia di sicurezza della navigazione che di protezione dell’ambiente e tutela del personale navigante, ma anche dei migranti stessi. E così è stato deciso lo stop per la Sea Watch 3: fermo amministrativo fino alla rettifica delle irregolarità che, è stato rilevato, comprometterebbero non solo la sicurezza della nave e dell’equipaggio, ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate durante i soccorsi.

Ma, intanto, 169 migranti sono stati trasferiti sulla Moby Zazà. Quelli risultati negativi al coronavirus sono stati poi sbarcati a Porto Empedocle, mentre a bordo della nave quarantena, sono rimasti, sulla zona rossa del ponte 7, coloro che erano risultati positivi: una trentina.




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