E’ un criminale ma non può essere espulso: il governo gli dà il permesso per “motivi familiari”

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Un Paese allo sbando. Una legislazione che garantisce i criminali di importazione invece dei cittadini italiani onesti. E’ evidente come non si possa riformare questo Stato.

L’ultimo caso è esemplificativo.

E’ un criminale ma ha famiglia in Italia, quindi non possiamo espellerlo. La Questura di Perugia gli aveva revocato il permesso di soggiorno per la quantità di reati commessi e le condanne subite. Il Tribunale amministrativo conferma tutto, ma gli viene riconosciuto il permesso di soggiorno per motivi familiari.

Il criminale, difeso dall’avvocato Massimo Proietti, si è visto negare “il rinnovo del permesso di soggiorno dell’odierno ricorrente, alla luce delle plurime condanne da quest’ultimo riportate per i reati di furto aggravato, guida in stato di ebrezza, furto con recidiva, nonché dei procedimenti penali per i quali il medesimo risulta imputato per i reati di tentata estorsione, violenza privata e danneggiamento”. Il Tribunale amministrativo e il Consiglio di Stato avevano respinto la richiesta di sospensione del provvedimento, “risultando il giudizio prognostico di pericolosità sociale effettuato dall’amministrazione adeguatamente motivato alla luce delle succitate condanne penali”.

Adesso che era arrivato il momento di discutere il ricorso, però, l’uomo ha “rappresentato il venir meno dell’interesse alla decisione” in quanto “nel frattempo il ricorrente ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di famiglia”.

I giudici del Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria hanno, così, dichiarato la “cessazione della materia del contendere”, compensando le spese.

Abbiamo un governo che dà i permessi per motivi familiari ai criminali. Lo stesso governo che vuole anche abrogare i decreti sicurezza per fare sì che rimangano in Italia anche i criminali che non hanno famiglia.

Il Sistema si sta precipitando verso il collasso. Dobbiamo aiutarlo accelerando la caduta.




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