Troppi immigrati infetti, scoppiano nuovi focolai: verso lockdown locali

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I casi importati si moltiplicano, dal Bangladesh a Viareggio e nel Lazio, dai Balcani nel Veneto, i cluster nel bresciano in una cosiddetta comunità di recupero. Sempre loro protagonisti.

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Dopo mesi passati chiusi in casa, il governo sta mettendo a rischio gli italiani con le frontiere spalancate.

All’ospedale di Infermi di Rimini un paziente in dimissione dal reparto post acuti Covid ne ha contagiati sette, tutti asintomatici.

E ora, dopo avere spalancato le frontiere, il governo è pronto a dei lockdown locali a livello comunale. Come del resto già accaduto in Spagna per gli stessi motivi: quasi 1 milione in quarantena.

Una strada quella delle zone rosse indicata anche da Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute. “Una volta che si ottiene una riduzione drastica della circolazione di un patogeno, come è accaduto in Europa con Sars-Cov-2, ha detto Rezza,”devi temere la reintroduzione. E se bloccare la mobilità è difficile, sono importanti filtri per i casi importati, con tamponi, isolamenti e quarantene per arginare i focolai”

Visto che il primo filtro non l’hanno fatto, ora si passa direttamente alle quarantene locali.

“Sono preoccupata per l’alto numero di persone arrivate a Roma dal Bangladesh risultate positive al coronavirus. E’ fondamentale mantenere alta l’attenzione e potenziare i controlli su coloro che provengono da Paesi dove la curva di contagio è ancora alta. Non possiamo in alcun modo permettere di vanificare gli sforzi che i romani hanno compiuto finora”, ha scritto in una nota il sindaco di Roma Virginia Raggi.

L’ha capito persino lei.




2 pensieri su “Troppi immigrati infetti, scoppiano nuovi focolai: verso lockdown locali”

  1. basta co sti cazzi di negri di merda, portateli dalle troie comuniste
    di sinistra che stanno col culo a 90 gradi pronte per essere sfondate in culo , avete rotto i coglioni, basta negri di merda appestati

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