Terrorismo, arrestato islamico a Milano: “sventrare budella infedeli”

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Arrestato a Milano un 30enne per aver
diffuso attraverso i social propaganda
del cosiddetto Stato islamico. E’ accu-
sato di istigazione a delinquere aggra-
vata dall’uso di mezzo telematico.

Era in contatto con al-
tri estremisti e istigava ad abbraccia-
re la jihad contro gli infedeli. In una
intercettazione del marzo scorso com-
mentava che l’emergenza Covid”è una co-
sa di Allah,una cosa positiva” perché
per la gente è più difficile fare l'”ha
ram”, fare cose proibite,fare peccato.

Nei suoi post, inoltre, il 38enne utilizzava un linguaggio “crudele e feroce”, da anni usato dall’Isis per incitare i propri seguaci a compiere atti di terrorismo. Parole come “sgozzare, tagliare la testa, sparare ai miscredenti”. Sui social, e in particolare su Facebook, dove vantava circa 2mila follower, il giovane diffondeva tantissime immagini di martiri Isis e “tantissime” foto di bambini dell’ambiente islamico morti, quasi come stimolo per sensibilizzare i giovani al martirio.

Il giovane, ha rimarcato ancora il pm, non ha costruito una rete ma seminava “odio feroce” contro gli ebrei e gli occidentali incitando i ragazzi e convincendoli della ‘bontà’ della dottrina coranica interpretata in modo estremo. Ferrara era inoltre un “collettore”. In casa gli investigatori hanno infatti trovato un notevole strumentario informatico. L’uomo era in contatto con numerosi terroristi e aveva contatti con persone arrestate per terrorismo.

Per istigare i giovani, inoltre, diceva loro di “strappare le budella e sgozzare” i miscredenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Ferrara si era trasferito a Milano nel 2010 e dal 2015 aveva iniziato la sua attività di radicalizzatore. Il giovane era stato notato conversare dopo la preghiera fuori dall’associazione culturale Al Nur di via Carissimi, 19 (zona viale Zara), in abiti musulmani, con un elevato numero di giovani, anche minorenni. Fatto che ha subito suscitato l’attenzione da parte degli investigatori. Vero “camaleonte”, Ferrara se si sentiva controllato o pedinato, si cambiava d’abito, ‘camuffandosì con vestiti occidentali. La sua attività si concentrava prevalentemente sul web.

Nel luglio 2001, quando aveva 19 anni, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, Ferrara, era stato arruolato per servizio di leva nell’Aeronautica Militare, transitando dopo un mese nell’esercito e come “Lanciere di Montebello, è stato impiegato nella missione bilaterale di peacekeeping ‘Die’ in Albania» ed era stato poi congedato nel dicembre 2002 per cessazione della ferma”.

Come scritto più volte, i convertiti non sono un’emergenza, sono tutt’al più un problema psichiatrico. Questo si era fatto islamico ma in assenza sarebbe andato fuori di testa con qualche altra sciocchezza.

Il problema sono gli immigrati islamici. Anche perché, senza di loro, gente fuori di testa come questo Ferrara non troverebbe chi lo ‘radicalizza’.




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