Vescovo contro legge ‘omofobia’: “E’ censura”

Condividi!

Crepaldi: “La legge contro l’omofobia uccide la libertà di espressione”

VERIFICA LA NOTIZIA

Si dichiara contrario alle legge contro l’omofobia e la transfobia l’Arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, che alla fine dell’omelia lett durante la messa odierna ha voluto esprimere “Tutta la mia preoccupazione a riguardo del Disegno di Legge di contrasto all’omofobia e alla transfobia” poiché “si tratta di un’iniziativa legislativa che mette a rischio la libertà di espressione.

In nome di alcune idee si ritiene di criminalizzare idee diverse. Se si concede la possibilità di censurare giuridicamente e penalmente non delle offese, ma semplicemente delle opinioni e delle verità di ordine antropologico e morale diverse da quelle dei proponenti il Disegno di legge, come per esempio la differenza fra uomo e donna, allora veramente la nostra libertà, quella di tutti, non solo quella dei cattolici – è in pericolo. Si tratta di un disegno pretestuoso che va contrastato con forza”.




6 pensieri su “Vescovo contro legge ‘omofobia’: “E’ censura””

  1. Un colpo al cerchio e uno alla botte e vi siete rovinati con le vostre mani. Tanto che il materiale che aveva da “ordinare” l’arcivescovo di queste parti l’ultima volta era tutto negro. Già ai vostri spettacoli non ci viene più nessuno, vedrete come andranno meglio gli affari col presentatore africano.

  2. Vediamo se rischia la scomunica da parte della Chiesa, cosa che ci si può aspettare visto e considerato chi siede a San Pietro dal 2013. Anche se va detto che ricevere una scomunica da parte di questa Chiesa cattolica contraffatta post-CV, penso possa essere solo un vanto.

  3. Il problema della mancata libertà di poter liberamente esprimere le proprie opinioni e convinzioni c’e’ sempre stato. Ad esempio, se un pazzo criminale affermasse che l’olocausto c’e’ stato ma che e’ stato bellissimo, perché la carne fritta degli ebrei secondo le sue folli elucubrazioni e’ in grado di produrre un odore inebriante, questi verrebbe incarcerato oggi come anche 20 o 30 anni fa. Una volta lasciato il principio che la libertà di parola e divulgazione del pensiero può subire delle limitazioni, non se ne esce piu’, la libertà va a farsi friggere. Con questa filosofia bislacca si arriverà a creare il reato di negazionismo del coronavirus, con carcere per i rei e TSO obbligatorio.

  4. Bisogna adottare come riferimento la Federazione Russa, dove la propaganda gender è fuorilegge, e la cui Costituzione riconosce come matrimonio solo l’unione tra un uomo e una donna.

Lascia un commento