Spacciatori africani assaltano cittadini che protestano: italiano scortato a casa da polizia

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Ormai per tornare a casa propria serva la scorta. Non ci siamo. E poi c’è chi piange uno spacciatore tunisino.

Mentre i media di distrazione di massa piangono lo spacciatore tunisino in fin di vita, lamentandosi dell’esultanza social dei cittadini, a Modena altri spacciatori africani hanno assalito un residente che aveva osato opporsi al loro spaccio.

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La scorsa notte uno dei membri del Comitato di Viale Gramsci è stato vittima di quello che sembrerebbe un vero e proprio agguato da parte di un gruppetto di spacciatori. E’ avvenuto intorno alle 1.30 – qualche ora dopo il presidio di cittadini che anche ieri sera ha animato la parte iniziale del viale – quando il residente stava rientrando a casa.

Il diretto interessato ha raccontato così sui social: “In fase di parcheggio sono stato letteralmente assalito dagli spacciatori, uno dei quali ha tentato di entrarmi in macchina e un altro mi batteva sul vetro. Ho tirato diritto mi hanno seguito correndo per alcune centinaia di metri. Ho chiamato il 112 nel giro di 5/10 minuti sono arrivate tre Volanti della Polizia che mi hanno scortato fino a casa”.

“Brutto, bruttissimo segnale quello dell’affronto ad uno dei componenti del comitato di Viale Gramsci, da parte di verosimili spacciatori che infestano la zona, che ha costretto il malcapitato a fare rientro a casa propria scortato dalla Polizia. È una sorta di rivolta da parte di chi delinque, nei confronti di chi segnala, protesta e richiede più sicurezza per la città di Modena: uno scenario inimmaginabile anni fa, ma che come Siulp avevamo in un certo senso preannunciato, vista la deriva cui siamo costretti oramai da lungo tempo”.

E’ questo il commento del sindacato di polizia modenese dopo l’episodio avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in viale Gramsci. L’intimidazione ai danni di un residente non è purtroppo la prima che si segnala in quella zona – ricordiamo anche il lancio di pietre contro il collega Gianni Galeotti de La Pressa durante un servizio giornalistico – ma non per questo è meno grave. Anzi.

Il Siulp di Modena affonda ancora una volta il colpo nei confronti della politica, della quale critica l’inerzia: “I servizi straordinari, almeno per quel che concerne la Polizia di Stato, sono una realtà consolidata da tempo, considerato che oltre quello che è previsto dal nostro ordinamento, vengono fatti servizi mirati aggiuntivi oramai da anni, mentre gli arresti sono ormai all’ordine del giorno, ma non dipende certo da noi se gli arrestati il giorno dopo sono già liberi e riprendono tranquillamente a delinquere. Aggiungere straordinario allo straordinario, con le esigue e logore forze di cui disponiamo, non è possibile, se non decidendo di chiudere definitivamente uno o più uffici della Questura: vi sembra possibile? A noi assolutamente no”.

“Abbiamo più volte chiesto il cambiamento di quelle tante, troppe norme che lasciano liberi i delinquenti nel giro di 24 ore, ma abbiamo avuto un’attenzione pari allo zero. Ci siamo sgolati per chiedere l’elevazione di fascia della Questura – a beneficio dell’intera provincia – ma siamo stati ascoltati ancora meno. La politica, quella che conta, quella che decide soprattutto nelle aule parlamentari, non si è voluta occupare di questi problemi reali e concreti e, adesso, con il “salto di qualità” di questi delinquenti che costringono alla ritirata i cittadini onesti, esplodono in tutta la loro drammaticità”.

Il sindacato aggiunge: “Questi problemi investono innanzitutto i nostri colleghi che sono per strada e si occupano di arrestare spacciatori, ladri, rapinatori e simili. Pochi, sottopagati, mal attrezzati e soprattutto sfiduciati, i poliziotti sono quelli che – per primi – vengono regolarmente assaliti da gentaglia di ogni tipo, che si fa forte della concreta impunità che pervade questo Paese. Il nostro compito è quello di essere al servizio del cittadino, ma in questa guerra quotidiana che ci sta vedendo lentamente soccombere, il Siulp è innanzitutto al fianco dei propri colleghi: basta con il buonismo a tutti i costi, basta con i tavoli, le progettualità e gli osservatori: servono i fatti”.




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