Coronavirus, scoppia focolaio a Vicenza: 50 in isolamento dopo arrivo dalla Bosnia

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Ricordiamo che dalla Bosnia passa la rotta balcanica dei clandestini. E quelli nessuno li controlla. In questo caso, pare, dipenda dal ritorno di un imprenditore dalla sua fabbrica delocalizzata in Bosnia.

Un nuovo focolaio di coronavirus a Vicenza, tutto dopo una trasferta di lavoro in Bosnia-Erzegovina. Sarebbe quella l’origine della nuova emergenza, iniziata dopo il ritorno di uno dei titolare della Laserjet di Pojana Maggiore, azienda metalmeccanica che conta 170 dipendenti e una controllata nei Balcani. Al momento, si contano 5 positivi e 50 persone in isolamento, tra le quali il consigliere regionale Joe Formaggio.

Stando a quanto scritto dal Gazzettino, l’imprenditore è tornato in Italia in auto assieme a due colleghi dalla Bosnia, in cui tra il 22 e il 29 giugno è stato registrato un botto di contagi, saliti su base settimanale del 19,7 per cento. L’uomo nono mostrava alcun sintomo, dunque ha continuato ad avere appuntamenti ed incontrare persone. Poi, dopo qualche episodio sospetto, è stato sottoposto a tampone e quindi ricoverato al San Bortolo di Vicenza. Immediatamente è scattata la ricostruzione dei contatti avuti negli ultimi giorni, che hanno portato, come detto, all’isolamento domiciliare per 50 persone e alla scoperta di quattro positivi al Covid-19.

Quindi abbiamo l’ennesimo caso di coronavirus importato ‘grazie’ alla globalizzazione e alla delocalizzazione delle nostre imprese.

Immigrazione e delocalizzazione portano il coronavirus in Italia. Non è un caso che tutto sia scoppiato in Lombardia e Veneto, dementi. Chiudete quella cazzo di frontiera. Riportate le imprese in Italia.




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