Avvocata ASGI (Soros) gonfiata di botte da nigeriano che aiutava a restare in Italia a suon di ricorsi

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Le frasi in inglese ripetute a voce alta. La richiesta ossessiva di documenti. Poi il raid violento: schiaffi e pugni in faccia, calci alle gambe. “Se non la smetti ti uccido”, la minaccia. Blitz choc mercoledì mattina in uno studio legale di via Cavallotti, a due passi da piazza San Babila: la vittima è un’avvocata di 35 anni che fa parte dell’Asgi, team di legali specializzato in studi giuridici sull’immigrazione, e di un’associazione che promuove l’interculturalità e l’antirazzismo; portata in codice verde al pronto soccorso del Fatebenefratelli, è stata medicata e tenuta in osservazione per alcune ore per i colpi subiti alla testa.

L’Asgi, che da anni, finanziata da Soros, presenta ricorsi a nome degli immigrati perché rimangano in Italia anche se non hanno diritto a rimanerci. Anni e anni in hotel a spese dei contribuenti.

L’aggressore, bloccato dai carabinieri, è un senza fissa dimora nigeriano di 27 anni, ex richiedente asilo, che in passato era stato assistito dalla donna per le pratiche relative al permesso di soggiorno; in tasca aveva un grosso coltello da cucina, con una lama di 11 centimetri, che per fortuna non ha usato. Ecco la ricostruzione dell’accaduto, secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Radiomobile intervenuti. Attorno alle 10, C.O. entra nello stabile di cinque piani al civico 13 e si dirige nello studio legale: sin da subito, riferirà poi l’avvocata, si mostra nervoso e parla in inglese molto velocemente, tanto che la trentacinquenne a stento riesce a capire che l’uomo pretende che gli vengano consegnate le fotocopie dei documenti forniti per la regolarizzazione in Italia. La donna, che ha conosciuto C.O. per lavoro nel 2015 e che l’ha incontrato per l’ultima volta nell’agosto scorso, prova a tranquillizzarlo, ma all’improvviso viene investita da una raffica di schiaffi al volto (così forti da lasciarle evidenti lividi) e calci alle gambe.

“Se non la smetti ti uccido”, urla il ventisettenne. Quando arrivano i carabinieri, C.O. è ancora fuori di sé e se la prende pure con loro: uno riporterà graffi alla mano sinistra, l’altro escoriazioni all’avambraccio destro. A fatica, i due militari riescono a bloccare il nigeriano, e solo in quel momento si accorgono che dalla tasca dei pantaloni spunta il manico di un coltello da cucina, subito sequestrato. Portato in caserma, C.O. è stato denunciato a piede libero, come disposto dal pm di turno Adriano Scudieri. La trentacinquenne picchiata, stando a quanto risulta, ha sporto denuncia per l’episodio. Un episodio che, seppur conclusosi in maniera molto meno grave, ricorda sinistramente quanto successo in via dei Pellegrini il 20 luglio 2017: quel giorno, l’avvocata Paola Marioni fu accoltellata all’addome nel suo studio da un uomo che aveva preso appuntamento qualche giorno prima, presentandosi come un cliente (sotto falso nome).




9 pensieri su “Avvocata ASGI (Soros) gonfiata di botte da nigeriano che aiutava a restare in Italia a suon di ricorsi”

  1. Ecco, queste sono delle belle notizie, non il pestaggio del nordafricano che sarà un profuluvio di allarmi xenofobi, qui il cortocircuito è talmente evidente che la sinistra accogliona dovrà arrampicarsi su specchi scivolosissimi e spassosi per giustificare l’episodio ai suoi beoti. Penso che lo nasconderanno sotto il tappeto, é semplicemente troppo difficile da edulcorare.

  2. Avrà capito la lezione? La prossima volta egregia avvocatessa, vada a difendere quelle donne aggredire da gente, come il suo assistito.
    Chi di buonismo ferisce, di buonismo perisce.
    Non godo affatto dell’episodio ma spero che le lesioni subite, sono il “frutto” del comportamento di gente che non vuole nessuna regola, rispetto, ma solo imposizione dello stile di vita di lady boldrini.

  3. Ben le sta.Avrei desiderato che gliene avesse date di più e con più forza.La prossima volta invece di fare ricorsi per farli restare qua si dia da fare per i documenti dell’espulsione dal suolo Patrio.

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