Persi 618 mila posti di lavoro in tre mesi

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Da febbraio 2020 il livello di occupazione è diminuito di oltre mezzo milione di unità. Parliamo di persone.

Lo rivela l’Istat spiegando che con le graduali riaperture torna a crescere il numero di persone in cerca di lavoro, con un aumento del 18,9%. L’incremento si rileva maggiore tra le donne (+31,3%) rispetto agli uomini (+8,8%). La disoccupazione è artificialmente tenuta bassa perché i disoccupati non cercano nemmeno più lavoro.

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Nel mese di maggio “continua a ritmo meno sostenuto” rispetto ad aprile, mese di pieno lockdown, la diminuzione dell’occupazione, che su base mensile segna un -0,4% pari a -84mila unità, coinvolgendo soprattutto le donne (-0,7% contro -0,1% degli uomini, pari rispettivamente a -65mila e -19mila). Il calo congiunturale dell’occupazione determina “una flessione rilevante” rispetto al mese di maggio 2019, registrando un -2,6% pari a -613mila unità che coinvolge sia le donne (-270mila) che gli uomini (-343mila): insomma, in un anno abbiamo perso 613mila posti di lavoro. E il brutto deve venire, a settembre sarà un bagno di sangue.

E nonostante questo, fanno la sanatoria, così da immettere sul mercato migliaia di clandestini regolarizzati con finti lavori da badante che andranno in giro ad offrirsi per quattro soldi. Vi sembra normale?




Vox

Un pensiero su “Persi 618 mila posti di lavoro in tre mesi”

  1. Tutte buone notizie ma perché conflagrino verso la guerra civile ci vogliono ancora: zero soldi dall’ Europa e seconda ondata di coronavirus, vera o presunta che sia. Incrociano le dita…

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