Mimmo Lucano, i soldi dell’accoglienza per comprare la casa all’amante africana

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È ripreso ieri al tribunale di Locri il processo a carico di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace alla sbarra insieme ad altre 25 persone. Deve rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa in relazione ai progetti di accoglienza degli immigrati.

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A deporre in aula il colonnello della Guardia di Finanza Nicola Sportelli, teste chiave dell’accusa. Il finanziere, rispondendo alle domande del pubblico ministero Michele Permumian, ha focalizzato la sua attenzione sulle posizioni dell’ex primo cittadino, della compagna Lemlem Tesfahun e del presidente dell’associazione Città Futura Fernando Antonio Capone circa le accuse di peculato mosse a loro carico.

«Dalle indagini – ha spiegato Sportelli – è emersa una distrazione di ingenti somme di denaro per fini diversi dall’accoglienza». Sotto la lente delle Fiamme Gialle la casa assegnata da Lucano a Lemlem «non per le finalità del progetto». Nel mirino degli investigatori anche il frantoio e le case Atena, Santo Spirito e Piazza.

Insomma, i soldi delle tasse per la casa dell’amante africana di Mimmo. Tra l’altro sposata col fratello.




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