Branco di immigrati rincorre ragazzina italiana: “Ora ti violentiamo”

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Una serata con gli amici in centro a Modena, poi l’appuntamento col fratello maggiore che l’avrebbe dovuta riportare a casa in macchina, a Casinalbo. Una serata organizzata nei minimi dettagli è finita in puro terrore per una ragazza italiana di 18 anni, inseguita da tre giovani nordafricani incappucciati che, detto da loro, volevano farle “del male, ma anche del bene…”. Per fortuna la giovane ha corso più veloce di loro, che erano anche alticci, visto che avevano in mano delle delle birre.

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Tre nordafricani, secondo la giovane, che l’hanno agganciata dove aveva appena lasciato l’amica. Sarebbe dovuta andare a piedi da sola per poche decine di metri, dove l’aspettava il fratello. Era mezzanotte. In giro non c’era nessuno quando si è vista tallonata dal gruppetto, che la molestava verbalmente facendole capire che aveva brutte intenzioni. Perciò la ragazza ha cominciato a correre. Disperata, in preda al panico.

“Dopo aver trascorso la sera in un noto locale del centro di Modena – scrive la madre, Raffaella G., in una lettera – mia figlia si è diretta verso Corso Cavour dove si doveva incontrare con il proprio fratello per rincasare in macchina. All’altezza dell Accademia è stata avvicinata e poi rincorsa da tre individui magrebini, visibilmente alticci, con evidenti pessime intenzioni. Mia figlia ha iniziato a correre terrorizzata mentre cercava di telefonare a casa in preda al panico. Alla fine di viale Vittorio Emanuele i tre, forse temendo che potesse chiamare la polizia si sono dileguati. Una brutta avventura finita bene solo per il fatto di avere corso più forte di loro, purtroppo quella parte del centro sembrava deserta.Ne approfitto per ripetere che a Modena il settore sicurezza è un disastro. Un paese in cui non ci si può muovere liberamente senza rischiare di essere aggrediti non è un paese libero. Sanità, sicurezza, istruzione: questo distingue una realtà democratica, il resto sono tutte chiacchiere”.

Come raccontato dalla madre della ragazza, per fortuna i tre hanno desistito dalle loro intenzioni ma la giovane ha temuto di poter essere aggredita dal ’branco’: era talmente terrorizzata che anche il padre è corso verso Modena mentre ormai la giovane era già finita tra le braccia sicure del fratello.

“Il tentativo di violenza subito la scorsa notte da una 18enne in pieno centro a Modena ad opera di tre nordafricani è solo l’ennesimo episodio che dimostra come le politiche buoniste e interessate della sinistra sul tema immigrazione producano disastri”. Lo scrive il senatore della Lega, Stefano Corti. “Mentre a livello nazionale sono ripresi gli sbarchi col governo giallorosso, a Modena le cooperative che gestiscono la accoglienza continuano a godere di proroghe che consentono di proseguire un business di dimensioni enormi. – aggiunge – Purtroppo gli episodi quotidiani di cronaca certificano come molti immigrati, in prevalenza clandestini, non siano affatto interessati all’integrazione ma si limitino a sfruttare le pieghe di un sistema sociale che concede loro di poter mettere in campo comportamenti inaccettabili ai danni proprio di quegli italiani che li stanno ospitando. Le risorse tanto difese dalla sinistra, le stesse per le quali il ministro Bellanova si è commossa, garantiscono solamente una società meno vivibile e meno sicura”, conclude Corti.




7 pensieri su “Branco di immigrati rincorre ragazzina italiana: “Ora ti violentiamo””

  1. modena?? comunistA? se l’acchiappavano era meglio! io tifavo per i negri, poi magari e’ la figlia di qualche puttana di magistrato scarceranegri…e la cosa sarebbe stata perfetta! o no?

  2. Uno dei tanti effetti collaterali del sindaco Muzzarelli, PD.
    Purtroppo non tutte le donne emiliane sono di sinistra e la maggior parte delle volte ad incappare in quei delinquenti sono quelle che non vogliono lo stile boldrini. Purtroppo si tratta di coincidenza per loro e noncuranza degli amministratori PD.

  3. Ho lavorato a Modena negli ultimi dodici anni ed avevo contatti con pubbliche amm.ni per conto della mia azienda; dovevo stare molto attento a come mi esprimevo in privato con i colleghi modenesi e soprattutto con i funzionari pubblici.
    Quando il mio Capo ha capito come la pensavo sui migranti prima è rimasto basìto, poi mi ha mobbizzato costringendomi ad attivare una controversia presso il Giudice del Lavoro.
    Voi non potete immaginare che cappa di omertà filocomunista, filobuonista, filoarcobaleno incombe su questa città e, stessa cosa, su Reggio Emilia; sembra di vivere nella DDR ai tempi di Honecker.
    Per avere un idea di come si vive a Modena è opportuno vedere il film del 2006 “Le vite degli altri”.

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