Ong SeaWatch provoca l’Italia e celebra l’anniversario dello speronamento

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Ricordiamo:

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Poche ore dopo speronò direttamente una nostra nave militare. Impunemente. Quindi, in un certo senso, fanno bene a celebrare: hanno violato le nostre acque e nessuno di loro è in galera.

Eppure, ci crediamo. Noi la Sea Watch la immaginiamo così:

Prima o poi.

Le ong lavorano per le multinazionali del disordine. Perché, diciamolo chiaramente, le multinazionali hanno un solo problema, un unico ostacolo che si frappone tra loro e un futuro fatto di megacorporazioni che controllano il mondo: gli Stati nazionali.

L’unica forma statuale che garantisce la libertà dei cittadini e la protezione dei loro diritti sociali e democratici. Né troppo piccoli per risultare nani da giardino irrilevanti, come sarebbe un’Europa alla ‘catalana’, né troppo grandi da minacciare l’identità.

E l’immigrazione – oltre alla propaganda Lgbt, non per caso le multinazionali sponsorizzano i Pride – è il fenomeno perfetto per abbattere gli stati attraverso la polverizzazione dei legami etnici: una volta che l’Europa sarà abitata da una sorta di poltiglia multietnica e multiculturale, allora l’esistenza delle nazioni non avrà più senso, semplicemente perché non esisteranno più le differenze che le rendono possibili.

L’obiettivo è chiaro. E le ong fanno parte di un piano evidentemente più grande di loro:

Per questo Salvini deve vincere la guerra con le ong. Perché il loro obiettivo, su mandato di speculatori e globalisti come Soros, il motivo per il quale sono pagate, è distruggere l’Italia. E con l’Italia, l’Europa.

Per questo è essenziale che non passino. E’ in gioco molto di più di qualche decine di clandestini. E’ in gioco il nostro futuro.

L’Italia di Salvini è il baluardo della civiltà europea. Se cade l’Italia, cade la civiltà europea.




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