Consulente governo, coronavirus: “Stop americani e sì ai cinesi: della Cina ci si può fidare”

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Riaprire alla Cina, ma non agli Stati Uniti. Walter Ricciardi, consulente per le questioni internazionali del ministro della Salute Roberto Speranza, condivide la linea dell’Unione europea su confini e spostamenti. Sono deliranti.

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“Con ponderazione. Bisogna sempre avere lo sguardo alla circolazione del coronavirus – dice a Repubblica -. Non ci sono problemi se si tratta di paesi che hanno una situazione pandemica simile, e comunque con una circolazione contenuta. Ma è giusto chiudere a quegli Stati che non hanno preso misure tempestive di contenimento, hanno lasciato che la curva epidemica si alzasse e hanno ancora una circolazione del virus di piena intensità”.

“La Cina – spiega il rappresentante italiano nell’Oms – ha fatto una strategia di contenimento mentre gli Usa hanno lasciato dilagare l’epidemia e in alcuni casi allentato misure di contenimento, peraltro blande, prima che la curva epidemica si appiattisse. Ci sono stati Usa in piena crescita esponenziale dei contagi”.

Ma sì, fidiamoci di chi ha creato in un modo o nell’altro il virus e ne ha taciuto l’esistenza per mesi, diffondendolo nel mondo. Fidiamoci dei numeri posticci del governo comunista cinese, crediamo che lì la situazione è sotto controllo.

In realtà, in questa fase, nonostante i danni al turismo, è necessario chiudere sia agli americani che, a maggior ragione, ai cinesi. Ma qualcuno ha legami inconfessabili con Pechino. Vero Di Maio?

A proposito:

Coldiretti:-1,8 mld senza i turisti Usa
Se l’Italia chiuderà le sue frontiere
agli americani durante l’estate,il set-
tore turistico subirà una perdita pari
a 1,8 miliardi di euro. E’ quanto emer-
ge da un’analisi della Coldiretti. Gli
americani,infatti,sono i turisti extra-
comunitari più presenti in Italia e
“hanno un budget di spesa elevato”.

Una perdita importante che si sommereb-
be a quella derivante dallo stop ai tu-
risti russi, in costante crescita negli
ultimi anni. Un vuoto che non è compen-
sato affatto dal turismo domestico, in
calo del 13% rispetto allo scorso anno.

Ma qualcuno pensa che, se anche si aprisse, gli americani tornerebbe immediatamente in Italia in tempo per l’estate? Non è così. Il turismo internazionale impiegherà mesi per riprendersi, molto lentamente, se la situazione epidemica si normalizzerà. Altrimenti impiegherà anni.

Per questo è necessario stimolare quello interno. Consci che non sarà sufficiente.




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