Intercettazioni, il piano criminale alla Caritas: “Tanto non se ne accorge nessuno”

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Così ci facevano pagare le ristrutturazioni agli hotel di lusso dei migranti e boicottavano i decreti Salvini. Gli stessi che ora il Pd e il M5s vogliono abrogare.

E ora sono spuntate delle intercettazioni annotate dai carabinieri risalenti al 17 aprile 2018, precisamente alle ore 8.34, tra don Claudio Visconti e Luca Bassis.

Il primo è stato per circa 20 anni il direttore della sede della Caritas della città di Bergamo; il secondo era tra i suoi più stretti collaboratori.

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“Ma infatti gliela voglio fare proprio difficile, cioè nel senso che già non riusciranno a guardarla ma gliela faccio difficile, che dovranno impazzire”; “Bravo e carica anche le ristrutturazioni che abbiamo fatto prima”. Al centro della conversione c’è la serie di rendicontazioni da presentare in Prefettura al fine di ricevere il rimborso delle spese legate ai centri di accoglienza per richiedenti asilo. “Tanto non se ne accorge nessuno”, sarebbero state le parole di Bassis. Eppure la realtà dei fatti sarebbe venuta a galla, come fa notare l’edizione odierna de La Verità: spese gonfiate, numeri falsi accreditati, checkout dei migranti modificati dalle associazioni per continuare a percepire il massimo delle quote e voce affitti aumentati di 50mila euro. Il tutto con il benestare del sacerdote: “Perché noi quei soldi qua li mettiamo via per quelli che voi cacciate fuori per sostenere i servizi degli altri (migranti, ndr)”.

Insomma, il piano era più di una criminale truffa finanziaria ai danni dei contribuenti. Era, ed è, rubare i soldi degli italiani per mantenere sempre più clandestini sul territorio, favorendo il crimine e la sostituzione etnica. Boicottando i decreti Salvini.

Non già solo le leggi hanno violato, ma qualcosa di più profondo. Questo dimostra, una volta di più, che la Caritas è un’organizzazione con un progetto che ogni patriota deve considerare criminale: favorire la permanenza sul suolo italiano di immigrati.

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Stando a quanto emerso dal lavoro degli inquirenti, il consenso del direttore della Caritas di bergamo sarebbe stato sempre fondamentale per dare il via libera ad ogni operazione criminale: “Controllava le dinamiche dell’accoglienza migratoria e la successiva gestione, riuscendo a condizionare le istituzioni al fine di ottenere vantaggi indebiti”. Nel periodo compreso tra il 2017 e il 2018 i richiedenti asilo nella Bergamasca erano quasi 3mila e la Prefettura stava per pubblicare un bando da 106 milioni per i 18 mesi seguenti. Oltre alle rendicontazioni “aggiustate”, si vuole far luce sull’espediente per ottenere contributi. Due avvisi di garanzia sono stati consegnati a funzionarie dell’assessorato Servizi sociali. Nell’ordinanza si legge che “si adoperavano affinché la cooperativa Ruah e l’associazione Diakonia potessero aggiudicarsi i bandi pubblici comunali il cui contenuto veniva preventivamente concordato”.

Associazione a delinquere. In un paese normale, la Caritas verrebbe sciolta. Dopo avere pagato il conto, ovviamente.




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