Aids, ondata di immigrati infetti: e in Italia peggiorano

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SE POI PENSATE CHE L’80 PER CENTO DELLE DONNE CHE SBARCANO SONO PROSTITUTE NIGERIANE, AVETE LA CONTEZZA DELLA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE

Secondo lo studio più recente sul tema, le principali cause di morte tra gli immigrati che arrivano in Europa sono la Tubercolosi e l’Aids.

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Lo si può leggere nel rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella regione europee stilato lo scorso anno dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

DIFFUSIONE TUBERCOLOSI

Un malato su tre tra quelli che hanno la tbc è migrante o rifugiato, su un bacino che rappresenta invece 1 abitante su 10. Quindi con un’incidenza abnorme rispetto al numero di individui.

Il paese più interessato dalla tubercolosi è la Romania, retaggio di Ceausescu. Un problema grave per l’Italia, che importa, ogni anno, centinaia di migliaia di stagionali che vanno e vengono.

I richiedenti asilo e i migranti in arrivo da Paesi con un’alta prevalenza di tubercolosi sono a maggior rischio di sviluppare la malattia, a seconda della condizione vissuta nel loro Paese, durante il viaggio e delle condizioni di vita e di lavoro nel Paese ospitante. Ma l’avevano già prima di partire.

Una percentuale significativa dei rifugiati e migranti affetti da Hiv acquisisce l’infezione dopo essere giunta nel Paese di destinazione. Le infezioni da virus dell’epatite B e C sono più comuni tra i rifugiati e i migranti provenienti da paesi in cui il virus è endemico. Infine, le infezioni tropicali e parassitarie, rare in nella regione europea, possono essere riscontrate tra le popolazioni migranti provenienti da aree endemiche.

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Dello stesso tema si era parlato nel corso di un convegno: “Le malattie infettive del Migrante e del Viaggiatore”.

Organizzato dal professore Carlo Contini, direttore dell’Unità Operativa Complessa di malattie infettive universitarie di Unife, il convegno si focalizzava anche sugli aspetti epidemiologici e clinici delle nuove malattie infettive emergenti e riemergenti che hanno un impatto considerevole sulla salute pubblica.

“In Italia, negli ultimi vent’anni, la popolazione immigrata è cresciuta di quasi 20 volte, subendo, nell’ultimo decennio, un incremento pari a oltre il 150%, con rilevanti differenze tra le regioni – affermava Contini -. Al patrimonio di salute dell’immigrato che appariva giovane, forte, con maggiore stabilità psicologica e spirito d’iniziativa e quindi più sano (effetto migrante sano), si è contrapposto, al suo arrivo in Italia o in altri paesi ospitanti, un patrimonio che si sta dissolvendo sempre più rapidamente (effetto migrante esausto), per malessere psicologico, mancanza di lavoro e reddito, degrado abitativo, assenza di supporto familiare. La nuova organizzazione della vita conseguente al totale sradicamento dall’ambiente di origine e dalle proprie sicurezze è divenuta e diviene così ogni giorno fonte di stress e pericoli per la salute”.

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“In tale contesto le malattie infettive rappresentano un importante focus del fenomeno migratorio, anche se spesso identificano il migrante quale untore da bonificare e da cui difenderci. E’ innegabile che l’emergere di nuove patologie infettive e la ricomparsa di altre che sembravano destinate a ridursi o ad estinguersi, rappresentano argomenti attuali nella società in cui viviamo e sono quindi riportate all’attenzione in questa edizione del Convegno. Il rischio di contrarre la tubercolosi è pari a 10-15 volte in più tra gli immigrati rispetto alla popolazione italiana, per la fragilità sociale legata al processo migratorio e al paese ospitante, in cui l’incidenza è assai bassa e stabile (5-7 casi/100.000 abitanti). L’infezione da HIV/AIDS, evidenzia un costante e rapido aumento nel tempo dei casi notificati in stranieri, con un tasso di incidenza di quasi 4 volte superiore a quella italiana. A questa si aggiungono le altre malattie sessualmente trasmesse, facilitate anche dalle condizioni di sfruttamento sessuale cui sono sottoposte donne e uomini immigrati. La salute dei migranti è divenuta una delle sfide in Sanità Pubblica e riguarda la necessità di garantire percorsi di tutela a coloro che per vari motivi si trovano a vivere ai margini del sistema. Le caratteristiche interdisciplinari del convegno permetteranno ai partecipanti di interagire con tutte le professionalità presenti, stimolando la collaborazione e migliorando il network di assistenza”.

Ma forse bisognerebbe pensare a proteggere i cittadini tenendo lontano chi può infettarci. No?

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Vox

6 pensieri su “Aids, ondata di immigrati infetti: e in Italia peggiorano”

  1. Secondo i Burioni in Amore, invece, i ‘migranti’ sono più sani di noi, perché – elementare Watson – fanno più vaccini di tutti noi, che siamo no-vax e dubitiamo di tutto perché crediamo nella Terra piatta. In realtà sarebbe più opportuno parlare della Terra cava, al cui interno vivono dei Nazi immortali iperborei, che alla fine dell’età corrente riemergeranno sulla Terra per sterminare i Burioni in Amore e i loro negri ultravaccinati, per una nuova Età dell’Oro.

  2. Chi non soccombe col Covid sembra poter contare su una moltitudine di valide alternative da sempre. Ma non scordiamoci che è molto piú facile trapassare dopo un’infezione crociata ospedaliera, un errore medico o sovradosaggi da farmaci. Senza contare che un errato stile di vita, cibi tossici e sedentarietà si ritagliano anch’essi un interessante numero di vittime. Insomma, la vita è un terno al lotto, non stupiamoci se tra un ciclo di reincarnazione e l’altro ci ritroveremo a rinascere in una favela, una shanty town sudafricana o una catapecchia di Kolkata…

    1. Per un Popoli In Amore è più probabile essere sterminato senza pietà da un Nazi iperboreo proveniente dalla Terra cava che morire di ‘Covid’. E dato che lo sai e già pensi alla reincarnazione, vuol dire che l’Età dell’Oro è più vicina di quanto pensiamo.

  3. In Nigeria ho soggiornato per lavoro tre anni.Ero esattamente a Port Harcourt,poi sono stato trasferito a Kaduna,poi ancora a Worry ed infine a Lagos.I posti più lerci e bastardi li ho girati io.Quello più lercio in assoluto:Ocricca dove una sera andando al lavoro di notte,mi hanno sparato contro il Pick-up e me lo hanno rubato.Per andare in Nigeria:Vaccino contro febbre gialla/colera/tifo/meningite/Epatite B.Profilassi antimalarica 2 settimane prima di partire(clorochina e paludrina),poi per tutto il periodo in loco.In caso di malaria con febbre:Meflochina e Malarone in endovena..Prima di partire:test aids.In loco:test aids ogni 3 mesi presso l’ospedale AGIP di PortHarcourt.A fine contratto: test aids al rientro in Patria e ripetuto dopo 6 mesi.In caso contrario stipendio e TFR bloccati.E poi ci meravigliamo se questi negri di merda arrivano impestati….Adesso c’è una nuova epidemia di Ebola in corso…..Ma non c’è nulla da temere.Crepano per strada prima di arrivare in Libia.Almeno questo porcozzio bastardo.

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