Bellanova ha truffato gli italiani: è la sanatoria degli spacciatori e non dei braccianti – VIDEO

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La sanatoria Bellanova è al momento un flop anche numerico: poco più di 10mila richieste in 6 giorni, la metà di quelle della sanatoria Monti nello stesso periodo di tempo: alla fine furono 134mila.

Con i milioni di disoccupati, a chi servono i clandestini? A nessuno. Alla fine saranno regolarizzati solo delinquenti e spacciatori della mafia nigeriana.

Lo andiamo dicendo dall’inizio: mentre per regolarizzare veri braccianti serve una vera azienda, per regolarizzare finte colf e badanti basta un connazionale che finga di assumerti. Per questo ad uno spacciatore basterà trovarsi un ‘datore di lavoro’ fasullo, farsi regolarizzare e poi licenziare pochi giorni dopo. E’ tutta qui la ‘sanatoria Bellanova’: per questo le uniche richieste arrivano per sedicenti colf nordafricane di nome Ahmed e solo poche centinaia in 6 giorni per reali braccianti.

Il Fatto, pur con un po’ di cosmesi, lo ammette:

LA REGOLARIZZAZIONE DEI BRACCIANTI È GIA UN FLOP

Regolarizzazione migranti: un flop La sanatoria funziona per bandanti e colf, ma i braccianti agricoli continuano a lavorare irregolarmente.Tra le 9500 domande raccolte nella prima settimana in certe province nemmeno una riguarda l'agricoltura.Per rivedere gratuitamente la puntata di ieri sera:https://bit.ly/sonoleventi102 #SonoLeVenti ritorna questa sera alle 19.53 sul NOVE

Posted by Il Fatto Quotidiano on Tuesday, June 9, 2020

Ma non è che regolarizzano le badanti, regolarizzano gli spacciatori che si spacciano per badanti.

O comunque, di certo, non badanti. Scrive Natale Forlani:

Inoltrando una domanda per l’assunzione ex novo di un immigrato irregolare, una famiglia, comprese quelle di origine straniera con la condizione di aver dichiarato almeno 20 mila euro di reddito o di 27 mila con il concorso di altri familiari sino al secondo grado, può sottoscrivere un rapporto di lavoro domestico per un importo minimo mensile di 459 euro, pagando la modica cifra di 500 euro. Senza particolari altri vincoli. Compresa la possibilità di licenziare immediatamente il lavoratore stesso, anche prima dell’approvazione della domanda. In tal caso l’Amministrazione rilascerà comunque al lavoratore un permesso di soggiorno per la ricerca di un nuovo rapporto di lavoro in qualsiasi settore.

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Ecco pertanto come il cerchio si chiude. Con una documentazione rilasciata da una qualsiasi associazione, trovando una famiglia disponibile a sottoscrivere un rapporto di lavoro mettendo in carico all’immigrato l’onere della prestazione, e con qualche aggiunta a titolo di gratitudine, l’interessato ottiene un regolare permesso di soggiorno. Rischi per i promotori delle domande? Praticamente zero.

Pensate che tutto questo sia il frutto di una fantasia perversa? Ho provveduto nel passato recente a fornire l’evidenza degli esiti della sanatoria 2012, che rispetto a quella in vigore appare come un modello di rigorosità: 134 mila domande inoltrate, 116 mila delle quali per colf e badanti in grandissima prevalenza maschi marocchini, egiziani, pakistani, bengalesi, tunisini, senegalesi. Il 40% dei quali assunti da famiglie straniere. Tutti iscritti nell’apposito fondo dei lavoratori domestici presso l’Inps, per il tempo necessario a completare la procedura, e fuoriusciti nell’anno successivo.

Vi sembra normale? E’ una truffa. Qualcuno controlli i passaggi di denaro da Benin City ai politici italiani.




2 pensieri su “Bellanova ha truffato gli italiani: è la sanatoria degli spacciatori e non dei braccianti – VIDEO”

  1. Non è una truffa ma una vergognosa imposizione, in quanto nessuno di noi ha mai creduto per un istante a quanto diceva la vacca, tuttavia è impossibile contrastarla.
    Come se Peppino e Totó avessero puntato una pistola alla tempia nel film in cui vendevano la fontana di Trevi… sarebbe stata rapina, non una semplice truffa.

  2. Esattamente, sono imposizioni, furti commessi ai nostri danni.Non c’è nulla di lecito in un governo abusivo.Una vera dittatura sarebbe di gran lunga preferibile quantomeno xché intelletualmente onesta.

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