Immigrato spezza piede a donna e attacca militari: «Italiani di mer*a»

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Violenza a Bologna. Rapina, lesioni aggravate e resistenza a un pubblico ufficiale. A queste accuse dovrà rispondere un 41enne albanese. I carabinieri l’hanno arrestato venerdì dopo che aveva aggredito una donna.

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La vittima dell’aggressione è una 46enne italiana. Ha raccontato di essere stata presa a pugni dall’immigrato per strada. All’Ospedale Maggiore di Bologna, dov’è stata trasportata d’urgenza, i medici hanno medicato la donna al piede per un frattura. La prognosi è di 30 giorni.

Alla vista dei militari li ha insultati con frasi come “italiani di merda” e li ha aggrediti con violenza. I carabinieri hanno fatto ricorso allo spray urticante al peperoncino chiamando anche rinforzi perché la situazione era difficile. Con l’arrivo di un’altra pattuglia, hanno riportato l’uomo alla calma e gli hanno messo le manette ai polsi.

Eppure basterebbe bloccarli con un ginocchio, e il problema sarebbe risolto.

Dopo l’arresto lo straniero è stato sottoposto a perquisizione personale. I militari hanno trovato un portafogli con i documenti di una donna bolognese, un medico di 53 anni, che un paio di ore prima aveva subito una rapina sull’autobus, Sentita dai carabinieri che l’hanno contattata per restituirle il portafogli, la donna ha riferito di essere stata spinta e rapinata da un uomo mentre stava timbrando il biglietto.




6 pensieri su “Immigrato spezza piede a donna e attacca militari: «Italiani di mer*a»”

    1. Guarda che le pistole elettriche non hanno la 220 eh purtroppo, dopo qualche secondo stanno bene come prima, invece mi chiedo come mai per arrestare un negro di merda ci vogliono puntualmente 10 dei nostri. Mangiate meno spazzatura e allenatevi sul ring coglioni.

  1. Tutti santi giorni abbiamo aggressioni di questa gente ma sembra che Italiani porgono sempre l’altra guancia e subiscono . Certo non abbiamo mai letto che e stato aggredito un giudice, politico o loro famigliari . Naturale perché loro hanno la scorta e abitano nei quartieri residenziali dove non ci sono profughi ne rom.

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