Scandalo Vaticano, spariti 300 milioni di euro delle offerte. Bergoglio: “Non sapevo”

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La stangata al Vaticano: truffe, veleni, raggiri, estorsioni, lotte di potere, loschi affari e faccendieri spregiudicati, tradimenti consumati nei sacri palazzi, funzionari infedeli, rogatorie in Svizzera, indagini a Londra, il progetto di un bond da 30 milioni di euro con la Banca Popolare di Bari, infiniti rivoli di denaro che portano lontano, lontanissimo, dall’obolo di carità per i poverelli a cui i tanti soldi spariti erano destinati. Il più grande scandalo finanziario di sempre a Oltretevere, per come lo hanno ricostruito i magistrati vaticani, e che l’Adnkronos ha rivelato in esclusiva (si parte da 300 milioni ma le cifre dei soldi che ballano in varie operazioni sarebbero molto più alte).

Ovviamente, Bergoglio non sapeva. Certo. Peccato che monsignor Becciu lo abbia chiamato in causa nell’affare.

Quello che si dipana in queste ore dopo l’arresto di Torzi è uno scandalo senza precedenti che non risparmia niente e nessuno e che con l’arresto del broker per peculato, truffa, estorsione e auto riciclaggio è destinato a terremotare la Chiesa di Roma. Un sisma giudiziario che si traduce nella gestione “allegra” di centinaia e centinaia di milioni di euro relativa all’acquisto da parte della Segreteria di Stato Vaticana dell’immobile di Sloane Avenue nella capitale britannica (prezzo triplicato rispetto al valore iniziale). Tutto, dunque, ruota attorno all’imprenditore Gianluigi Torzi, intervenuto nell’affare – secondo i magistrati pontifici – per risolvere l’impasse della partecipazione della Santa Sede al fondo Athena e diventato poi, secondo la procura vaticana, l’uomo in grado di tenere in pugno la segreteria di Stato fino a riuscire a estorcerle 15 milioni di euro.

Per gli inquirenti dell’Ufficio del Promotore di Giustizia Gian Piero Milano e del suo aggiunto Alessandro Diddi il quadro si fa inquietante a cominciare dagli investimenti fatti dalla Segreteria di Stato nell’Athena Capital Global Opportunities Fund del noto finanziere Raffaele Mincione, dopo un analogo tentativo di business naufragato in Angola: un’operazione, quella con Athena, nata quando a capo della sezione Affari generali della Segreteria c’era monsignor Angelo Becciu, e considerata anomala dalla magistratura vaticana già solo per il fatto che si fosse deciso di finanziare in parte il fondo con i denari dell’Obolo di San Pietro, destinando dunque somme possedute con vincolo di scopo per il sostegno delle attività caritatevoli a vere e proprie operazioni speculative.

La necessità di uscire da questa operazione scomoda che era costata milioni di euro al Vaticano porterà poi al ‘caso’ dell’acquisto dell’immobile di Sloane Avenue con l’intermediazione di Torzi e della sua Gutt Sa, scatenando uno dei più violenti scontri mai registrati Oltretevere e uno scambio al vetriolo tra il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, che ha definito “opaco” l’affare di Londra, e l’ex Sostituto della Segreteria di Stato, mons. Angelo Becciu, che ha assicurato di aver sempre agito nell’esclusivo interesse della Santa Sede arrivando a evocare la ‘macchina del fango’.

Con indagini mirate la “procura” pontificia avrebbe accertato ruoli e interessi dei protagonisti oltre al percorso dei “soldi dei poveri” finiti a finanziare acquisizioni – osservano gli inquirenti – di azioni per diversi milioni di dollari, la sottoscrizione di obbligazioni e perfino quella di un bond emesso da una società riconducibile ancora a Mincione per 16 milioni di dollari: tutte mosse che peraltro, lungi dal portare un guadagno alle casse del Vaticano, per gli inquirenti si sono tradotte in una perdita accertata di oltre 18 milioni di euro al settembre del 2018 e che, secondo gli investigatori, potrebbero nascondere una enorme voragine nei conti della Santa Sede.

Non conosco Torzi, non ero più sostituto quando sono successi i fatti che gli attribuiscono”. Il cardinale Angelo Becciu, già sostituto alla Segreteria di Stato del Vaticano, replica in questi termini all’Adnkronos dopo l’arresto del broker Gianluigi Torzi nell’ambito dell’inchiesta vaticana sulla compravendita dell’immobile londinese a Sloane Avenue.

Sulla questione, il Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin parlò di “affare opaco”; di contro Becciu, che è stato sostituto della segreteria di Stato, ha sempre sostenuto che lo ha fatto “soffrire l’accusa che la Segreteria di Stato abbia utilizzato i soldi per i poveri per speculazioni. Lo smentisco. Noi – racconto’ Becciu – abbiamo acceso un mutuo rispettando i fondi. Si è acceso un mutuo perché con le banche ci sembrava una occasione per fare fruttare al meglio i capitali ma l’obolo di San Pietro è rimasto lì e ha aumentato gli interessi”.

Quanto all’investimento nel palazzo di Londra oggetto di inchiesta, Becciu, che disse di avere parlato della cosa col Papa, spiegò che “si è investito in un palazzo. Da tempo la Santa Sede investe in palazzi. Era una occasione buona che oggi in tanti ci invidiano con la Brexit perché oggi il valore di quella casa è quasi triplicato. Il Papa deciderà se è da mantenere o da vendere ma non ci sono perdite”.

Ecco dove finiscono i soldi dell’8 per mille. In un palazzo di Londra.

Il cosiddetto “Obolo di San Pietro” è il denaro donato dai cattolici di tutto il mondo e destinato al Papa, che lo investe nella gestione della Chiesa e nelle sue missioni in tutto il mondo. Almeno in teoria. In realtà viene utilizzato per investimenti ad alto rischio.

Soltanto una piccola percentuale dell’Obolo sarebbe destinata ad opere caritatevoli: la maggior parte è investita o va a finanziare il bilancio del Vaticano.

A proposito dell’Obolo di San Pietro:

Crolla la Chiesa di Bergoglio: dimezzate le offerte dei fedeli

Scandalo Vaticano: solo 10% offerte finisce ai poveri, 90% se lo pappano loro




6 pensieri su “Scandalo Vaticano, spariti 300 milioni di euro delle offerte. Bergoglio: “Non sapevo””

  1. L’UNICO AUSPICIO

    Joe Fallisi

    https://voxnews.info/2019/02/15/l80-dei-prelati-in-vaticano-e-gay/

    Oltre alla luridissima, insaziabile avidità shylockiana dei cattoipocriti (così come, beninteso, del comunistume riciclato e delle sue varie “cooperative” magnamagna) è infatti strasicuro che l’interesse dei pVelati verte sulla carne migVante fresca e muscolosa. Che vi cannibalizzino nel mentre inchinate i vostri deretani: ecco l’unico auspicio.

    ———-

    (https://groups.io/g/libertari/message/1589)

  2. Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo, voll. I-X, Edizioni Ariele, Milano 2000-2013

    “L’opera ha l’obiettivo di dimostrare, attraverso un attento e documentato studio della storia e citazione puntuale di documenti originali, le contraddizioni che caratterizzerebbero la dottrina religiosa e i molteplici atti criminali di cui si sono macchiati il clero, la Chiesa cattolica e in generale lo stesso cristianesimo fin dalla sua legittimazione e assunzione a religione di Stato nell’Impero romano, partendo dalle persecuzioni nei confronti dei pagani e dall’antisemitismo, passando per le crociate, l’Inquisizione, l’Indice dei libri proibiti, la simonia del clero, fino ai più recenti scandali che coinvolgono gli interessi economici del Vaticano rappresentati dallo Istituto per le opere di religione (IOR) e gli abusi sessuali sui minori da parte di membri del clero cattolico.

    Deschner infatti dichiara di scegliere la dicitura Storia criminale, in luogo di Storia dei crimini, in quanto sostiene essere la storia del cristianesimo interamente fondata su atti che ledono la libertà degli individui, anziché essere costellata da singoli episodi.

    Tomo I: l’età arcaica
    Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo, Volume I. L’età arcaica. Dalle origini nell’Antico Testamento sino alla morte di S. Agostino (430). Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums, Band 1. Die Frühzeit. Von den Ursprüngen im Alten Testament bis zum Tod des heiligen Augustinus (430), Reinbek, Editrice Rowohlt, 1986, ISBN 3-498-01263-0.

    Questo primo volume è apparso dopo una preparazione di 16 anni ed illustra la nascita e l’ascesa del cristianesimo sino a diventare religione di Stato dell’impero romano. Deschner inizia con uno sguardo retrospettivo sull’Antico Testamento, descrivendo poi l’insediamento degli israeliti in Palestina nel periodo compreso tra il disgregarsi del dominio egiziano sulla regione e la distruzione del sistema delle città stato cananee.

    Questa introduzione, che non riguarda direttamente il cristianesimo ma l’antico giudaismo, è rivolta a chiarire la relazione tra le pretese religiose e la politica di violenza; Deschner individua qui l’origine di una tradizione della ‘guerra santa’ che in epoche successive porterà anche i cristiani a praticare innumerevoli eccidi di massa in nome del Dio d’Israele. Sono descritti i numerosi casi per i quali la Torà prevedeva la pena di morte per i delitti di natura religiosa, la politica di conquista di re Davide, il dominio e la corruzione dei sacerdoti ed infine il tramonto dello stato d’Israele in epoca romana. Solo grazie a questo tramonto fu possibile l’ascesa del cristianesimo nell’impero romano, poiché solo da allora i cristiani poterono considerarsi l’autentico Israele di Dio.

    L’antigiudaismo cristiano inizia nel Nuovo Testamento e procede nell’interpretarsi della Chiesa quale nuovo Israele. Con l’ausilio di selezionate citazioni Deschner accusa di antisemitismo dottori della Chiesa quali Efrem il Siro, Giovanni Crisostomo, San Girolamo e Ilario di Poitiers. Egualmente, secondo Deschner, i padri della Chiesa si sarebbero scagliati contro eretici e falsi credenti. Deschner prende tuttavia le difese di Origene, che egli annovera come uno tra i cristiani più nobili.

    Un intero capitolo è dedicato all”attacco al paganesimo’. Deschner analizza non solo le persecuzioni anticristiane in rapporto alle esagerazioni degli storici ecclesiastici sulla ‘leggenda dei martiri’, ma anche lo sguardo retrospettivo dei cristiani verso gli imperatori pagani. Deschner considera inoltre Celso e Porfirio come i primi significativi avversari del cristianesimo. L’imperatore Costantino I, che fece del cristianesimo ‘una Chiesa di stato’, secondo Deschner trasformò ‘la Chiesa dei pacifisti nella Chiesa dei cappellani militari’.

    Deschner considera la rinuncia del fondamentale valore pacifista del cristianesimo precedente Costantino come ‘una bancarotta dell’insegnamento di Cristo’. L’autore si dilunga perciò sugli effetti suscitati dallo stesso Costantino nella lotta contro giudei, ‘eretici’ e pagani. Non viene risparmiato dalle critiche neppure il regno di Armenia, il primo a proclamare il cristianesimo religione di Stato nel 301, dato che questi inaugurò il nuovo corso con una ‘violenta persecuzione dei pagani’. Riguardo all’imperatore Giuliano, Deschner afferma che egli ‘superò i suoi predecessori in tutto e per tutto: dal punto di vista caratteriale, etico, spirituale’. Pur se Deschner considera ambiguo il tentativo da parte di Giuliano di restituire legittimità alla religione pagana, egli afferma a proposito:

    ‘Vielleicht, wer weiß, wäre eine nichtchristliche Welt in genauso viele Kriege gestürzt – obwohl die nichtchristliche Welt seit siebzehn Jahrhunderten weniger Kriege führt als die christliche! Schwer vorstellbar aber in einer heidnischen Welt: die ganze Heuchelei der christlichen. Und noch schwerer denkbar deren religiöse Intoleranz.’– Kriminalgeschichte BD. 1, S. 317 und passim ‘chissà, forse un mondo non cristiano sarebbe precipitato in un egual numero di guerre, sebbene in sedici secoli di storia ne abbia causato assai meno di quelle provocate dal mondo cristiano! Ma in un mondo pagano sarebbe stata difficilmente immaginabile tutta l’ipocrisia dei cristiani. E ancora più difficile da immaginare sarebbe stata la loro intolleranza religiosa.’ – Kriminalg. Tomo 1, p. 317 e segg.
    La conclusione del primo volume è dedicata alla valutazione dei padri della Chiesa Atanasio, Ambrogio e Agostino. Deschner rimprovera ad Atanasio ‘mancanza di scrupoli’ e sete di ‘prestigio e potere’. Ambrogio è – secondo le parole di Deschner – ‘un fanatico antisemita’. Grazie alla sua politica ecclesiastica ‘inflessibile ed intollerante, ma mai in modo esplicito; piuttosto: sempre con la più esperta sinuosità’, egli sarebbe stato un ‘sino ad oggi un esempio per la Chiesa’ (pagina 400 e segg.). Agostino, infine, che antepose il patriottismo allo stesso amore del padre per il figlio, giustificò tanto la ‘guerra giusta’ quanto la ‘guerra santa”’

    Tomo II: la tarda antichità
    Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo. Volume II. L’età tardo antica. Dagli ‘imperatori bambini’ sino alla disfatta degli ariani Vandali ed Ostrogoti sotto Giustiniano I (527-565). Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums Von den katholischen ‘Kindkaisern’ bis zur Ausrottung der arianischen Wandalen und Ostgoten unter Justinian I. (527-565). Editrice Rowohlt, Reinbek, 1989, ISBN 3-498-01277-0

    Deschner afferma che ‘condizioni quali quelle dell’antica Roma’ sarebbero caratteristiche della Chiesa romana. Le atrocità dei pastori cristiani della tarda antichità sono state sino ad oggi manipolate, abbellite o taciute in mille maniere.

    Tomo III: la Chiesa antica
    Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo. Volume III. La Chiesa antica. Falsificazione, istupidimento, sfruttamento, distruzione. Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums. Band 3. Die Alte Kirche. Fälschung, Verdummung, Ausbeutung, Vernichtung. Editrice Rowohlt, Reinbek, 1990, ISBN 3-498-01285-1.

    A differenza degli altri volumi, che seguono un ordinamento cronologico, Deschner esamina qui le cosiddette questioni criminali fondamentali, che egli identifica nei seguenti raggruppamenti:

    Il sistema delle falsificazioni cristiane;
    l’inganno dei miracoli e delle reliquie;
    l’economia dei pellegrinaggi;
    la banalizzazione e la rovina dell’antica cultura;
    la distruzione dei libri da parte cristiana e l’annientamento del paganesimo;
    il mantenimento e il consolidamento della schiavitù;
    l’ingannevole dottrina sociale della Grande Chiesa e la sua reale politica sociale.

    Tomo IV: l’alto Medioevo]
    Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo. Volume VI. Da re Clodoveo I (attorno al 500) sino alla morte di Carlo ‘Magno’ (814). Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums. Band 4. Frühmittelalter. Von König Chlodwig I. (um 500) bis zum Tode Karls ‘des Großen’ (814). Rowohlt, Reinbek, 1994, ISBN 3-498-01300-9

    Nell’età alto medioevale si determina la separazione da Bisanzio, inizia il conflitto con l’Islam e i papi romani divengono tra i più potenti sovrani. Deschner giudica papa Gregorio I un uomo dalla doppia morale, poiché questi, mentre predicava continuamente penitenze in vista dell’imminente fine del mondo, brigò per estendere il proprio potere con ogni mezzo, fosse pure il carcere, la tortura, l’invito al saccheggio e alla presa di ostaggi; inoltre, Gregorio seppe anche usare la corruzione.

    La Donazione di Costantino è definita da Deschner come la più grossa falsificazione di documenti della storia. Alla fine del volume vengono rimproverate a Carlo Magno le relazioni opportunistiche con i pontefici, le sue sanguinose campagne di evangelizzazione a colpi di spada e la distruzione dei regni dei Longobardi e degli Avari.

    Tomo V: IX e X secolo
    Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo. Volume V.IX e X secolo. Da Ludovico il Pio (814) sino alla morte di Ottone III (1002). Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums. Band 5. 9. und 10. Jahrhundert. Von Ludwig dem Frommen (814) bis zum Tode Ottos III. (1002). Editore Rowohlt, Reinbek, 1997. ISBN 3-498-01304-1

    Al volume è premessa una replica di Deschner all’antologia Criminalizzazione del cristianesimo? e un editoriale sullo stesso argomento da parte di Hermann Gieselbusch, curatore dell’editore Rowohlt. Secondo Deschner, nel IX e X secolo si verifica una forte commistione interiore tra il potere temporale e quello spirituale. Nascono i principati ecclesiastici e si sviluppa la militarizzazione dell’alto clero.

    Sotto gli Ottoni, la Chiesa del Sacro Romano Impero venne completamente militarizzata; diocesi e abbazie disponevano di un potenziale militare significativo. Anche i pontefici scendevano in guerra: nell’849 Leone IV, nell’877 Giovanni VIII, nel 915 Giovanni X. I papi si scomunicavano a vicenda e alcuni furono gettati in carcere, strangolati, mutilati, avvelenati. Sergio III ne fece uccidere addirittura due. Nel capitolo terzo viene trattata la questione dei Decretali dello Pseudoisidoro, che sono considerati la falsificazione più importante dell’epoca carolina (Dawson).

    Tomo VI: XI e XII secolo
    Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo. Volume VI.XI e XII secolo. Dall’imperatore Enrico II il ‘santo’ (1102) sino alla fine della terza crociata (1192). Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums. Band 6. Das 11. und 12. Jahrhundert. Von Kaiser Heinrich II., dem ‘Heiligen’ (1102), bis zum Ende des Dritten Kreuzzugs (1192). Rowohlt, Reinbek, 1999, ISBN 3-498-01309-2

    Questo volume tratta: dell’imperatore Enrico II il santo, che condusse tre guerre contro la Polonia cattolica alleandosi con pagani; del pontificato ricco di conseguenze di Gregorio VII, definito un ‘satana aggressivo’ che nel corso della lotta per le investiture, al fine di conseguire la vittoria della Santa Sede sul trono imperiale (Canossa), causò lo scisma con la Chiesa d’Oriente, la prima crociata (con il massacro di tutti gli abitanti di Gerusalemme) e le conseguenti seconda e terza crociata.

    Tomo VII: il XIII e il XIV secolo
    Karlheinz Deschner: Storia criminale del cristianesimo. Volume VII.Il XIII e XIV secolo. Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums. Band 7. Das 13. und 14. Jahrhundert. Rowohlt, Reinbek, 2002, ISBN 3-498-01320-3

    Deschner si sofferma qui sull’imperatore Enrico VI di Svevia, che volle cingere la corona imperiale senza benedizione papale. Quindi, l’autore passa a trattare Innocenzo III, il pontefice più potente della storia. Nell’epoca in questione si fanno crociate da tutte le parti. Tra queste, la quarta crociata (contro Bisanzio), la crociata di Federico II di Svevia, quelle di Luigi IX il Santo verso l’Egitto e verso Tunisi, la grottesca crociata dei fanciulli, le crociate di cristiani contro cristiani, i Vespri siciliani, l’annientamento dei Templari, lo sterminio dei pagani nel Nordest europeo, gli eccidi di ebrei da parte cristiana e non ultima l’inquisizione totalitaria, destinata a soffocare qualsiasi reazione degli spiriti più liberi.

    Tomo VIII: il XV e il XVI secolo[
    Karlheinz Deschner: Storia criminale del cristianesimo. Volume VIII.Il XV e XVI secolo. Dall’esilio dei papi ad Avignone sino alla pacificazione di Augusta. Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums. Band 8. Das 15. und 16. Jahrhundert. Vom Exil der Päpste in Avignon bis zum Augsburger Religionsfrieden. Rowohlt, Reinbek, 2004, ISBN 3-498-01323-8

    Deschner descrive qui l’inizio della caccia alle streghe, lo Scisma d’Occidente, i pontefici del Rinascimento, la lotta contro l’opposizione interna alla Chiesa (Wycliff, Hus, il Concilio di Costanza, Lutero e la rivolta dei contadini in Germania tra il 1524 e il 1525).

    Tomo IX: dalla metà del XVI sino ai primi del XVIII secolo
    Karlheinz Deschner: Storia criminale del cristianesimo. Volume IX. Dalla metà del XVI secolo all’inizio del XVIII secolo. Dallo sterminio etnico nel Nuovo Mondo sino al sorgere dell’età dei Lumi. Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums. Band 9: Mitte des 16. bis Anfang des 18. Jahrhunderts. Vom Völkermord in der Neuen Welt bis zum Beginn der Aufklärung. Rowohlt, Reinbek, 2008, ISBN 978-3-498-01327-1

    Nel nono volume vengono trattati i seguenti argomenti:

    ‘l’olocausto americano’, ovvero lo sterminio etnico in connessione con la conquista e la cristianizzazione del continente americano;
    la Riforma in Svizzera: Zwingli e Calvino;
    la Controriforma;
    Ignazio di Loyola;
    il Confessionalismo;
    i Gesuiti (specialmente riguardo all’influsso esercitato dall’Ordine sui potentati politici dell’epoca);
    episodi, interessi di potere e situazione complessiva al preludio della Guerra dei trent’anni;
    la Guerra dei trent’anni (le basi delle motivazioni religiose del conflitto vengono qui analizzate nel contesto della sete di conquista e di potere della nobiltà europea);
    la continuazione della guerra, la miseria della Pax Christiana e l’epoca successiva alla guerra dei Trent’anni.

    Tomo X: Dal XVIII secolo in poi
    Karlheinz Deschner: Storia criminale del cristianesimo. Volume X. Il XVIII secolo e uno sguardo sul periodo successivo. Titolo originale: Kriminalgeschichte des Christentums, Bd.10, 18. Jahrhundert und Ausblick auf die Folgezeit. Könige von Gottes Gnaden und Niedergang des Papsttums. Rowohlt, Reinbek, 2013, ISBN 978-3-498-01331-8

    Più di un quarto di secolo dopo la pubblicazione del primo volume, Deschner completa finalmente il suo lavoro con la pubblicazione del X e ultimo testo della sua fatica letteraria. Questo tomo parla della crisi del papato avvenuta dopo l’inizio del XVIII secolo e la progressiva separazione tra Stato e Chiesa.”

    (https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_criminale_del_cristianesimo)

  3. AL CAPOLINEA

    Joe Fallisi

    Instauratosi per la Chiesa Cattolica Pedoapostolica Romana, con gli imperatori Costantino e Teodosio, un regno ecumenico (cioè su tutta l’ecumene romana e poi oltre) che riuscì a durare duemila anni, di cui (almeno) mille costellati di torture, pulizia etnica (nei confronti dei pagani e degli eretici) e stragismo abominevoli, tutto il corso storico e politico, la vita intellettuale e spirituale, la cultura, l’arte dell’Occidente dovettero adattarsi, modellarsi ed esprimersi sulla base e all’interno della matrice giudeocristiana.

    Indubbiamente le caratteristiche precipue di tale religione, insieme sentimentale e assassina, e con capacità davvero uniche di “recuperare”, inglobare e riplasmare, con tutti i mezzi, pressoché tutto, furono quelle che permisero tale risultato durevole e il suo effettivo trionfo. A quale prezzo, chiunque abbia a cuore verità, giustizia e libertà, sa bene. L’umanità dovette attendere la fine del 1700 perché il vampiro vaticano fosse costretto a dieta.

    Certo ancora oggi questa mega-associazione a delinquere “spirituale”, sfruttatrice e manipolatrice del naturale bisogno di spiritualità e trascendenza dell’uomo, ha un potere enorme, ma i segni evidenti del suo declino irreversibile ci sono, finalmente, tutti. Del resto, quando il suo rappresentante in capo va a strisciare in Sinagoga, significa che si è giunti al capolinea.

  4. La chiesa col suo potere ha combattuto altre sette di minore importanza ma che alla lunga avrebbero potuto arrecare danni economici ingenti frammentando gli utili.
    “santi palazzi” sti caxxi!

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