Immigrato devasta pronto soccorso: agente spara, ma in aria

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Paura nella mattinata di oggi all’ospedale San Camillo di Roma. Per fermare le violenza di un immigrato, un vigilante è stato costretto a sparare un colpo di pistola in aria. Un avvertimento che tuttavia è servito a poco perché per fermare l’esagitato ci sono voluti i carabinieri. Sparare alle gambe sarebbe stato più appropriato. In testa, risolutivo.

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Tutto è iniziato intorno alle 6:30 quando l’immigrato, residente da anni nella Capitale, è stato portato in ospedale dal 118.

Una volta arrivato arrivato al Pronto Soccorso prima ha preso a pugni una porta a vetri del reparto del San Camillo quindi con un estintore l’ha distrutta, per poi minacciare il vigilante intervenuto.

L’immigrato ha persino tentato di sfilare la pistola d’ordinanza all’addetto alla sicurezza del nosocomio senza riuscirci.

E così il vigilante, come ultima carta, è uscito dal Pronto Soccorso sparando poi un colpo di pistola in aria come tentativo di dissuadere il violento che, nel frattempo, si è scagliato contro i macchinari dell’ospedale.

Per fermarlo definitivamente ci sono voluti i carabinieri del Nucleo Radiomobile che, con non poca fatica, lo hanno ammanettato, usando anche lo spray al peperoncino per calmarlo. Arrestato, l’esagitato è stato portato a Regina Coeli con le accuse di tentata rapina, danneggiamento, minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.

Carabinieri costretti ad utilizzare lo spray come le vecchine. Dove sono gli agenti di Minneapolis quando c’è bisogno di loro?

Il vigilante, ferito lievemente, ne avrà per due giorni. Anche il 44enne, medicato in ospedale, ha riporto ferite guaribili in tre giorni. Secondo quanto si è appreso i danni riportati dall’ospedale San Camillo ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro.

L’ospedale, dopo un primo parziale bilancio della mattinata, si è così espresso: “L’uomo si è reso responsabile di gravissimi danni ai locali, alle apparecchiature e alle vetrate della struttura. Dopo essere stato sottoposto ad accertamenti radiologici si è armato di un estintore e ha devastato le porte e le finestre dei locali del codice rosso, il locale della Tac e quelle delle ecografie causando danni ingenti alle apparecchiature. L’immediato intervento del personale dell’ospedale e della vigilanza interna ha scongiurato che la furia aggressiva si riversasse sugli operatori sanitari e su gli utenti presenti in quei momenti in Pronto Soccorso che non hanno riportato danni ne ferite”.

Ci rendiamo conto: questi spacciano, stuprano, uccidono e rubano. In Italia come in America dopo secoli. E poi, quando uno di loro, delinquente abituale, muore durante un arresto un po’ deciso, i dementi si inginocchiano: ridicoli accoglioni.




5 pensieri su “Immigrato devasta pronto soccorso: agente spara, ma in aria”

  1. In effetti, solo quando la primitiva barbarie di queste scimmie sarà lampante e manifesta, forse ci potrà essere una reazione. Inutile cercare di contenere se non si può reprimere.🇮🇹

  2. Vi rendete conto? Basterebbero dieci esagitati del genere al giorno per far collassare completamente la sanità e con quella, come il buon coronavirus ci ha insegnato, affondare lo stato italiano. Siamo una repubblica sanitaria ed il punto debole e’ quello, oggi le brigate rosse ammazzerebbero radiologi e tecnici di laboratorio. Colpire dove fa più male, colpire uno per educarne 100.

  3. Immaginiamo per un attimo (cercandolo in ogni dove, perché è merce assai rara) che questo delinquente fosse giudicato da un magistrato nostalgico, non se la caverebbe con la solita tirata d’orecchio. Ma in tutti i settori ci sono persone che lealmente hanno lasciato le loro convinzioni fuori dalla porta della sala operatoria per esempio o una prof che boccia gli alunni con un colore a lei sgradito… La destra è leale e, almeno per ora (!) non abusa strumentalizzando la propria posizione sociale.

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