Il commissario Pd mette nei guai Conte, ammette: zona rossa dipendeva dal governo

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Sergio Venturi è il commissario all’emergenza dell’Emilia Romagna, nonché ex assessore regionale alla Salute. Maxi stipendio.

Durante una diretta Facebook con i Giovani democratici emiliani, Venturi, forse involontariamente, regala un clamoroso assist al governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana, accusato dalle forze della maggioranza di non aver imposto la zona rossa in Val Seriana, a Nembro e Alzano, quando tutti sanno, compresi i magistrati, che dipendeva dal governo.

Cosa confermata anche dal commissario piddino.

“L’unico rammarico che ho – dice – è che questa cosa, quando è successa a Codogno, il governo abbia stabilito la zona rossa nell’alto lodigiano pensando che un po’ facesse da argine e che quindi i 16 chilometri che separano Piacenza da Codogno fossero sufficienti a impedire il contagio dell’Emilia Romagna”. Cosa ovviamente impossibile. “Altrimenti – aggiunge – noi avremmo avuto una epidemia perfno inferiore a quella del Veneto come conseguenze, se avessimo avuto in quel momento una zona rossa che comprendeva anche gran parte della provincia di Piacenza”.

Virus, niente zona rossa a Piacenza. L’Emilia ammette: “Conseguenze nefaste”
È vero che qualche tempo dopo (il 16 marzo) l’Emilia Romagna deciderà in (quasi) autonomia la chiusura di Medicina e di una parte di Rimini. Ma è altrettanto vero che dalle parole di Venturi si evince come in quelle ore, cioè tra il 21 febbraio e l’8 marzo, fosse il governo a guidare la partita delle zone rosse. Non le regioni.




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