Scovate decine di delinquenti tunisini sui barconi: tornati in Italia per farsi regolarizzare

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Ormai è un fenomeno che non può più essere nascosto: migliaia di clandestini tunisini cacciati dall’Italia al tempo di Salvini stanno tornando per farsi regolarizzare dalla ‘sanatoria Bellanova’.

Dopo le decine di arresti dei giorni scorsi, altri sono stati arrestati perché sono rientrati, in Italia, attraverso la frontiera marittima di Lampedusa, nonostante fossero stati espulsi dai prefetti di Reggio Emilia, Padova, Livorno e Siracusa.

Uno è stato bloccato in esecuzione di un provvedimento di revoca del decreto di sospensione dell’ordine di carcerazione e altri due, invece, sono stati arrestati perché tornati nonostante fossero destinatari di provvedimenti di respingimento. Sono sette i tunisini che sono stati bloccati dalla Squadra Mobile che è coordinata dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi. Salgono, dunque, a ben 25 – in neanche due settimane – i tunisini arrestati perché rientrati nonostante espulsioni e respingimenti o perché avevano dei “conti aperti” con la giustizia italiana.

E questi sono solo quelli individuati.

A questi si aggiungono anche i quattro arrestati ieri, sempre dalla Squadra Mobile, a Noto. Anche loro erano sbarcati a Lampedusa e assieme ad altri 91 connazionali erano stati trasferiti nel Siracusano. Accertato che erano appunto rientrati nonostante l’espulsione, i quattro sono stati arrestati. Crescono, con il passare dei giorni, di fatto, i tunisini “indesiderati” – in quanto appunto già espulsi, respinti o perché condannati o ricercati – che, una volta identificati, vengono arrestati.

Quelli bloccati nella città dei Templi, sei – i tunisini già espulsi o destinatari dei provvedimenti di respingimento emessi dai questori di Trapani e Agrigento – sono stati posti agli arresti domiciliari. Il 44enne che deve scontare invece la pena di oltre 9 mesi – in quanto condannato dal tribunale di Genova – e per il quale era stato revocato il decreto di sospensione dell’ordine di carcerazione è stato invece portato alla casa circondariale “Di Lorenzo” di contrada Petrusa.

Del resto, l’allarme l’ha lanciato l’insospettabile Patronaggio:

Procura lancia allarme: “Barconi carichi di delinquenti tunisini”




2 pensieri su “Scovate decine di delinquenti tunisini sui barconi: tornati in Italia per farsi regolarizzare”

  1. speriamo che vadano a trovare sua moglie e sua figlia e che le speronino con i loro membri il pertugio tra le loro coscie i castrati di magistrati hanno gia sancito che uno speronamento non e’ reato, speronassero le femmine della sua famiglia

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