Tunisia, impiegati benestanti vendono tutto per sbarcare in Italia

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Ieri è stata l’ennesima ondata di sbarchi tunisini attratti dalla sanatoria Bellanova:

2 giugno, festa dei clandestini: raffica di sbarchi, 200 a Lampedusa e subito in crociera

Ed è Zarzis il principale porto di partenza verso l’Italia della flotta di clandestini tunisini. Spesso sono i pescatori locali a trainare decine di barchini verso il largo e poi lanciarli verso Lampedusa.

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Soprattutto da quando hanno ricevuto la certezza dell’impunità ‘grazie’ alla solita folle sentenza delle toghe buoniste.

Pescatori tunisini addestrati da Ong a traghettare clandestini in Italia

A Zarzis il presidente di una associazione sportiva giovanile spiegava: “dei miei 30 giocatori, 10 se ne sono andati in Europa: non partono perché fuggono dalla fame o dalla povertà, molti hanno un lavoro fisso e sono di buona famiglia”.

Ma sanno però, che se sbarchi in Europa non ti rimandano indietro e ”potrai fare tanti soldi”, ovviamente spacciando: “ciò si acuisce specialmente in estate, quando tornano gli emigrati e ostentano le loro belle macchine, i vestiti firmati, si comprano una casa e raccontano di come sia facile la vita di là“.

Spesso sono le stesse famiglie a spingere i figli a partire, e a ripudiarli come falliti se vengono rimpatriati Tutto ciò è favorito dall’Euro, fortissimo rispetto al dinar tunisino: si diffonde anche fra gli impiegati pubblici l’idea di rinunciare a enormi fortune, rimanendo in Tunisia.

Questa dell’Euro come magnete per l’immigrazione è un tema che non abbiamo mai affrontato: se avessimo la nostra Lira, che sarebbe meno sopravvalutata, non solo sarebbero favorite le nostre esportazioni, ma attireremmo meno immigrati.

La “offerta” di migranti viene però generata dalla costante “domanda” da parte dei paesi europei, che accolgono a braccia aperte la nuova manodopera a minor costo, per non dover adeguare i propri stipendi: nel 2017, 45 nuovi medici su 100 se ne sono andati appena laureati, sapendo di avere un posto assicurato in Germania e Francia. Lo stesso vale per gli ingegneri. Da noi, invece, arrivano solo gli spacciatori.

In pratica, stiamo impoverendo la Tunisia e noi stessi. L’immigrazione è un arma di distruzione di massa.




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