Hulk Hogan e l’ex Nirvana si schierano con Trump

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I padroni del discorso lo controllano attraverso l’ostracismo e l’esempio.

Hulk Hogan, al secolo l’italoamericano Bollea, e la sua ex moglie Linda sono entrambi stati messi al bando dal partecipare a eventi della All-Elite Wrestling (Aew) dopo che Linda ha pubblicato un tweet martedì criticando le violenze nere in corso negli Stati Uniti in seguito alla morte di George Floyd. Un noto delinquente che si crede sia morto per asfissia durante un arresto.

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In un post sui social media (poi cancellato), Linda aveva chiesto che gli “afroamericani” siano più “educati” nelle proteste: “Guardo le foto dei saccheggi e sono tutti afroamericani: non sono certa che il furto e il saccheggio siano il modo migliore per ottenere giustizia, se vogliono essere ascoltati devono essere educati”. Che è diverso da ‘educare’.

Tony Khan, capo della lega di wrestling emergente All-Elite Wrestling, emettesse nei confronti di Linda e del suo celebre ex marito un divieto a vita a comparire nei suoi spettacoli: “Ora ti sei unita a tuo marito nell’essere bandita da tutti gli spettacoli dell’Aew. Congratulazioni“, ha twittato Khan, che è anche comproprietario della squadra di calcio inglese Fulham.

Una banda di invasati dal nome pakistano. Chissà con chi si schiereranno i fans del wrestling: con lui o Bollea?

Krist Novoselic, bassista dei leggendari Nirvana è stato invece costretto a cancellarsi dai social dopo le polemiche per il suo appoggio a Trump.

L’ex Nirvana ha appoggiato la richiesta di intervento della Guardia Nazionale per fermare i saccheggi e le devastazioni. Ad oggi, Novoselic si è trovato costretto a chiudere i social per evitare le polemiche seguite all’avere appoggiata una scelta che vorrebbe il 70 per cento degli americani e il 90 per cento dei bianchi.

“Ho guidato da Wahkiakum a Seattle e ritorno oggi e ho visto moltissima gente. Non ho visto nessuna violenza” scriveva Novoselic su Facebook “ma una stazione di servizio era stata chiusa dalla polizia. Guidando, ho visto passare persone normali, già stressate dalla situazione del covid. “Sono d’accordo, Trump non avrebbe il diritto di mandare truppe negli altri stati ma il tono nel suo discorso è stato forte e diretto”. “La violenza (e non le proteste) sembrano in effetti un’insurrezione di sinistra” scrive ancora l’ex bassista dei Nirvana, e aggiunge: “Immaginate se le cosidette “milizie patriottiche” stessero facendo lo steso casino: quelli di sinistra chiederebbero l’intervento dei federali! Ma la maggior parte degli americani vuole pace. E Trump ha espresso questo desiderio. Lui ha rassicurato molti sul fatto che la violenza sarebbe cessata”.

Il saluto: “Sono una persona pubblica, sì, ma non starò qui a farmi insultare. Questo è il mio ultimo post. Grazie a tutte le persone che mi seguono da anni – compreso chi pensava che questo fosse un account falso! Chi mi vuole bene sa dove trovarmi“.




4 pensieri su “Hulk Hogan e l’ex Nirvana si schierano con Trump”

  1. “…se vogliono essere ascoltati devono essere educati”: é parecchio complicato. Vedo più facile che un cane impari a fare i suoi bisogni nel water.

    Maledetto egualitarismo che ci impone la stronzata che siamo tutti “uguali”. O che le razze non esistono, ma che esiste una sola razza umana.

    1. Aggiungo che se l’americano medio di oggi é cafone e ignorante, lo si deve al processo di “negrizzazione” culturale che si é imposto negli USA dopo l’abolizione della segregazione razziale avvenuta mezzo secolo fa. L’emancipazione della popolazione afro non ha comportato la civilizzazione di costoro, ma al contrario la volgarizzazione della popolazione bianca, che ha assunto modi di fare gretti tipici dei melanodermi. Fateci caso.

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