Negli Usa è un tentativo di colpo di Stato

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Quello in atto negli Usa somiglia molto ad un tentativo di colpo di Stato. Una rete terroristica di estremisti rossi, che da decenni si sta preparando, paga e sobilla masse di saccheggiatori neri perché mettano a ferro e fuoco le città americane.

Hanno preso d’assalto la Casa Bianca. Piccoli gruppi di poliziotti neri si schierano con i teppisti neri. Tipico di una guerra razziale.

Complice di questa insurrezione violenta anche i cosiddetti ‘vip’ che invitano dai loro profili social a finanziare il movimento suprematista Black Lives Matter, tra loro anche il marito della Ferragni, Fedez. Un’azione eversiva, visto che BLM collabora con i terroristi Antifà.

Il detonatore dei saccheggi è stata la morte durante l’arresto di un afroamericano, tal George Floyd, morto in realtà per pregressi problemi fisici causati dall’abuso di droghe, come ha evidenziato l’autopsia. Ma non è questo il punto: è tutta una scusa, i neri violenti saccheggiarono anche New Orleans durante l’uragano Katrina, è nella loro natura.

Ma qualcuno sta sobillando questa natura per travolgere l’ordine costituito. Non è un caso che la violenza sia permessa nelle città governate da sindaci PD, che impediscono alla polizia locale di intervenire. Città che sono ormai abitate da minoranze e radical chic nei centri. Un mix esplosivo.

Paradossalmente, questo caos permetterà a Trump di vincere facilmente le prossime elezioni. Ed è probabilmente per questo che non sta schierando i militari nelle strade: sarebbe un atto senza precedenti, visto che gli Usa sono uno Stato federale e l’esercito federale non può essere schierato all’interno senza particolari condizioni di emergenza: dichiarando una insurrezione in atto.

Ma potrebbe anche permettergli di usarlo per fare i conti, una volta per tutte, con gli estremisti rossi e il deep state.


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4 pensieri su “Negli Usa è un tentativo di colpo di Stato”

  1. E’ proprio l’ultimo passaggio il punto cruciale. I rossi sono troppo abituati a ‘vincere facile’, per loro lo scontro duro porterà solo a nuove vittorie, ma non si rendono conto che se fanno cadere quelle stesse istituzioni che congolandoli nella pace gli permettono di sfruttare la loro posizione sociale, allora tutto va a puttane e il risultato è la legge del più forte dove loro probabilmente avrebbero la peggio. Senza la protezione dell’esercito e della polizia, se si scontrassero veramente con gruppi di patrioti della NRA o delle varie milizie americane, non andrebbero molto lontano.
    Per i neri il discorso è diverso, del resto i loro antenati affrontavano gli eserciti europei armati di lance con punte di legno, non si rendono proprio conto che la polizia ed il sistema che tanto odiano, gli consentono ciò che uno stato di guerra, da essi stessi innescati, gli toglierebbe per sempre.

  2. “Piccoli gruppi di poliziotti neri si schierano con i teppisti neri. Tipico di una guerra razziale.”: certo per loro l’appartenenza razziale conta molto di più del passaporto. Solo i cretini egualitaristi sinistroidi possono pensare che la razza é un “costrutto sociale”.

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