Ormai è guerra razziale in Usa: militare ucciso, Neri assaltano Casa Bianca – VIDEO

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L’America è ormai ad un passo dalla guerra razziale. A quel punto, non importerà indossare una divisa, la tua divisa sarai tu stesso.

Durante gli scontri a Oakland, in Cali-
fornia, nel corso di manifestazioni di
protesta ieri sera, legate alla morte
dell’afroamericano George Floyd,è stato
ucciso un militare del Servizio di pro-
tezione federale e un altro è rimasto
ferito.

Entrambi erano in servizio davanti all’
edificio federale quando sono stati
raggiunti da colpi d’arma da fuoco.
Durante le proteste, alle quali hanno
preso parte almeno 7.500 persone,ci so-
no stati furti,incendi,atti vandalici.
Diverse persone sono state arrestate.

E’ evidente come la morte, tra l’altro come poi dimostrato dall’autopsia non per soffocamento, sia stato solo il fatto deflagrante di una polveriera sempre pronta ad esplodere: la società multietnica.

E la marmaglia nera ha tentato un assalto alla Casa Bianca:

Insomma, la cosa si fa molto interessante. Ed è un enorme regalo per Trump. Che a questo punto sembra Nixon prima di essere rieletto.

Violenze afro dilagano in Usa, Pentagono: ‘truppe pronte’ alla guerra razziale

Ma queste sommosse vanno oltre una semplice elezione, sono il crollo di un esperimento sociale che sta per venire giù. Con un botto, non con un sospiro.


George Floyd Protests Continue Across America

CNN HQ in Atlanta Vandalized

Minneapolis Burning, Curfew ignored

Riots Spread to NYC, Los Angeles, Louisville, Dallas, Detroit, Portland

White House Attack Intensifies

A Fox News producer reported that an agent was apparently hurt in the struggle.

Another video from the White House showed protesters shouting “Fuck Donald Trump”:




3 pensieri su “Ormai è guerra razziale in Usa: militare ucciso, Neri assaltano Casa Bianca – VIDEO”

  1. Al tempo di Nixon i bianchi etnici era almeno l’80% della popolazione americana, oggi si pensa siano al 50%, forse meno. A meno che non comprendiamo nei ‘bianchi’ i vari ispanici, latinos e portoricani.
    Inoltre sono molto infiltrati nelle forze armate, anche se i gradi ufficiali sono ancora, in maggioranza, appannaggio di americani wasp.
    Puntare sugli ispanici non mi sembra una splendida idea, primo per evidenti motivi etnici, secondo perché nonostante i paesi da cui provengano sono dei cessi di violenza, narcotraffico e sottosviluppo, se ci fossero le condizioni storiche la stragrande maggioranza di essi chiederebbe la riannessione al Messico di vasti territori americani. Questo la dice lunga che non importa quanto il tuo stato multietnico sia efficiente, ricco, glorioso in guerra, alla fine, quando il sole del meriggio scema e si allungano le ombre della decadenza, il sangue vuole sempre riunirsi anche se dall’altra parte del confine è una discarica a cielo aperto.

  2. C’è da chiedersi se i conflitti razziali siano una scusa in america perché ormai quei fili chiaroscuri sono cuciti nelle trame della società così indissolubilmente che estirparli è utopia. Ogni volta che il malcontento e soprattutto l’economia vacilla, chissà perché, si accorgono d’avere un vicino di casa che oltre essere molto rumoroso è anche negro.
    Per noi la situazione è più acerba, tuttavia abbiamo avuto modo (da tempo) di prendere atto che è un negro quello che ci ruba il lavoro, la casa, che spaccia e uccide, quello che ci offende anche a livello olfattivo e ci fa desiderare ardentemente l’anosmia ma che possibilmente che non sia frutto di recenti magheggi di laboratorio.

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