Palamara, la difesa di Mattarella: “Non posso sciogliere il CSM”

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
Sergio Mattarella rompe il silenzio sul caso Palamara e risponde alle sollecitazioni per lo scioglimento del Consiglio superiore della magistratura: “Conclude il suo mandato dopo quattro anni dalla sua elezione – si legge nella nota dell’ufficio stampa del Quirinale – e può essere sciolto in anticipo soltanto in presenza di una oggettiva impossibilità di funzionamento”. L’attuale Csm non si trova in questa condizione ed è impegnato nello svolgimento della sua attività istituzionale, quindi per Mattarella l’unica strada è “una riforma che contribuisca a restituire appieno all’ordine giudiziario il prestigio e la credibilità incrinati da quanto appare, salvaguardando l’indispensabile valore dell’indipendenza della magistratura”.

“Se i partiti politici e i gruppi parlamentari sono favorevoli a un Csm formato in base a criteri nuovi e diversi, è necessario che predispongano e approvino in Parlamento una legge che lo preveda: questo compito non è affidato dalla Costituzione al presidente della Repubblica ma al governo e al Parlamento”. Inoltre Mattarella ha auspicato “che si approdi in tempi brevi a una nuova normativa”, pur ricordando che un eventuale scioglimento del Csm comporterebbe “un rallentamento, dai tempi imprevedibili, dei procedimenti disciplinari in corso nei confronti dei magistrati incolpati dai comportamenti resi noti, mettendone concretamente a rischio la tempestiva conclusione nei termini previsti dalla legge”.

Come dire che sciogliere la cupola metterebbe a rischio le indagini sui picciotti.




4 pensieri su “Palamara, la difesa di Mattarella: “Non posso sciogliere il CSM””

    1. In linea di principio si, ma questa olimpica imparzialita’ poi viene meno quando si tratta di mettere il cappello su questo o quel ministro. Non credevo ci fosse un “peggio” dopo Napolitano, ma tant ‘ e’.🇮🇹

Lascia un commento