Coronavirus: “L’Africa è una bomba pronta ad esplodere”, allarme barconi

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Massimo A. Alberizzi, uno dei massimi esperti del continente africano, intervistato dal Giornale lancia l’allarme coronavirus di ritorno dall’Africa.

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Quanto può essere pericoloso il continente africano per un ritorno di contagio in tutto il mondo?
“Pericolosissimo, perché non essendoci dati certi su cui affidarsi, nessuno sa come stanno le cose e se ci sono infetti”.

Alcuni virologi hanno sostenuto che la parte sud del mondo sia stata “risparmiata” dal coronavirus. In particolare l’Africa. In realtà sembra che le cose non stiano proprio così…

In realtà i virologi che hanno raccontato questo non hanno capito che in Africa non ci sono le stesse strutture che si trovano in Europa. Anche qui ci sono grandi difficoltà, come per esempio fare i tamponi, perché mancano i reagenti. Io ad esempio quando sono venuto dall’Africa non ho potuto farmi il tampone. Abito a Nairobi e ho preso l’ultimo volo prima del lockdown, ma la mia famiglia è bloccata lì. In Africa, salvo le grandi città, non ci sono strutture. Pensiamo ad esempio al Congo,: non ci sono ospedali, tamponi, quindi la proliferazione del virus non è gestibile perché non si può capire quante sono le persone infettate e a che ritmo aumentano”.

Eppure è stata fatta una stima di circa 80mila contagi. Secondo lei questo dato è attendibile?

“No, è un dato che non poggia su nessun criterio. Potenzialmente potrebbero essere il doppio o il triplo. Mi domando come vengano stilate queste liste se, per esempio, nelle campagne africane possono esserci migliaia e migliaia di persone ed un solo ambulatorio. In base a cosa vengono conteggiati gli infetti?”.

Al momento della sua partenza da Nairobi quale misure erano state prese e quali sono quelle attuali?

“Ovviamente avendo tutta la mia famiglia giù sono molto informato sulla questione, ma non sui numeri per le ragioni che spiegavo sopra. C’è comunque stata una chiusura generale, ad esempio quella delle compagnie aeree che lavoravano solo telefonicamente o per quanto riguara gli uffici. C’è l’obbligo di indossare la mascherina e nei ristoranti, parliamo ovviamente di grandi città, c’è un distanziamento, ma in realtà nessuna attività è stata chiusa, i negozi sono sempre rimasti aperti”.

Quanto può essere pericoloso il continente africano per un ritorno di contagio in tutto il mondo?

“Pericolosissimo, perché non essendoci dati certi su cui affidarsi, nessuno sa come stanno le cose e se ci sono infetti. Ci sono portatori sani? Come si fa a saperlo? Se qualcuno muore in Mali o in Niger, nei posti dove non c’è niente, chi può dire se è morto per coronavirus e quindi potenzialmente quante altre persone ha potuto infettare, o per altro? Per assurdo in alcuni posti non essendoci l’anagrafe non si nasce e non si muore, queste persone non esistono ai fini statistici, ma esistono ai fini di contagio”.

Complice il dilagare del virus ma anche il terrorismo, non c’è il rischio di un isolamento e una conseguente immigrazione verso altri stati. Noi siamo alle porte…

“Credo che almeno con il Covid avvenga il contrario. Non è vero che i migranti sono gente che non sa niente. Chi organizza queste migrazione sa perfettamente cosa succede, e sa che se arriva in Europa può trovare o meno lavoro. Sanno bene che possono morire durante il viaggio, ognuno di questi ha almeno un amico, o un conoscente morto in navigazione oppure bloccato in Libia che non riesce a passare. Non sono convinto che non si sappia che ormai in Europa non c’è più lavoro, o meglio che abbiamo molti meno posti di lavoro. È vero che molti di loro vengono impiegati in tipi di occupazione che non fanno gli italiani, ma anche qui c’è da aspettare. Basta vedere quanti italiani si sono presentati per andare nei campi a raccogliere frutta e la verdura. Anche i migranti sanno che non essendoci lavoro per noi non c’è neanche per loro”.




7 pensieri su “Coronavirus: “L’Africa è una bomba pronta ad esplodere”, allarme barconi”

  1. Di fronte a questa estenuante, martellante ed infinita invasione di fancazzisti africani, spesso di religione islamica – a mio sommesso avviso – il coronavirus è il male minore, è un effetto collaterale residuale, è la cosa che mi preoccupa meno.
    Sarebbe meglio importare coronavirus – da cui in qualche modo ci possiamo difendere – che essere costretti a subire il bivacco di individui inutili, ostili, indecorosi, molesti e financo delinquenti ai quali dovremmo – secondo il PD – dispensare diritti e benefici a cui molti italiani non hanno accesso per parvità di risorse.

  2. Assolutamente nessun problema di Coronavirus in Africa dove ci sono altre malattie molto piú letali ma che non impediscono di creare famiglie numerosissime. Non c’é alcun pericolo che i flussi verso l’Europa si riducano anzi, é prevista una notevole accellerazione durante la bella stagione.

    1. Nonostante sappia che sei un burlone l’istinto di coppiarti come un palloncino leggendoti viene sempre. Anche perché spesso sono verità, questi maledetti non li ammazza nemmeno l’ebola o il vaiolo! Spesso muoiono i coglioni che vanno a curarli, e questa è una bella notizia quando si legge.

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