Hanno distrutto l’Italia: 6 famiglie su 10 temono perdita lavoro, 50% non andrà in vacanza

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Ce l’hanno fatto. La demolizione incontrollata dell’economia ha funzionato.

Temono perdita lavoro 6 famiglie su 10
Le famiglie vedono nero il proprio fu-
turo e quello del Paese: emerge dal
rapporto annuale Confcommercio-Censis.
A causa della crisi sanitaria e del
lockdown, il 42,3% delle famiglie ha
visto ridursi l’attività lavorativa e
il reddito, il 25,8% ha dovuto sospen-
dere l’attività e il 23,4% è finito in
Cig. La percentuale dei pessimisti è
pari al 67,5%.

Quasi 6 famiglie su 10 temono di perde-
re il lavoro e, tra i principali effet-
ti sui consumi, il 48% ha dovuto rinun-
ciare definitivamente alle vacanze.

Finirà malissimo. Hanno devastato un intero Paese per un’epidemia che era circoscritta e poteva essere affrontata razionalmente. Un branco di invasati ha distrutto il futuro.

E, non contenti, fanno anche la sanatoria per i clandestini.

Vista l’assenza di turisti stranieri, che sarà quasi totale, se gli italiani non vanno in vacanza, ci saranno tanti altri milioni di disoccupati.




3 pensieri su “Hanno distrutto l’Italia: 6 famiglie su 10 temono perdita lavoro, 50% non andrà in vacanza”

  1. Tempo fa si parlava di decrescita felice, frugalità, razionalizzazione delle risorse, lotta all’inquinamento, condanna del consumismo fine a se stesso. Questa è una splendida occasione per contenere i consumi valorizzando maggiormente la qualità dei rapporti familiari, la socializzazione e la propria spiritualità.

  2. Qui vox anche voi avete commesso un errore di calcolo, avere sempre detto che le misure prese dal governo erano eccessive rispetto alla gravità dell’epidemia mentre invece erano eccessive a prescindere. Fino a 20 milioni di morti sarebbe stato controproducente distruggere l’economia italiana come poi si è fatto perché le conseguenze future sarebbero state peggiori. Da un 20 milioni di morti ti riprendi, anzi, chi sopravvive ha fatto bingo, ma da un mano 25% di Pil non ti riprendi più. Alla fine mi darete ragione.

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