Parmitano e il coronavirus noto a novembre: “Sulla stazione spaziale lo sapevamo”

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La vicenda risale allo scorso aprile, ma oggi è stata di nuovo pubblicata da alcune testate:

Il colonnello Luca Parmitano, ufficiale dell’Aeronautica militare con 25 anni di servizio e sei missioni spaziali alle spalle, era a conoscenza del pericolo pandemico rappresentato dal coronavirus già nel mese di novembre.

“A bordo abbiamo un collegamento quotidiano con le realtà terrestri – ha svelato lo scorso 25 aprile durante la trasmissione Petrolio – abbiamo anche accesso alla rete internet e già da novembre avevamo iniziato a seguire i primi contagi, inizialmente solo nei paesi asiatici, poi al mio rientro i primi contagi in Europa”. Poi un paio di settimane più tardi Parmitano ha confermato in toto la sua versione al Tg2: “Già a novembre eravamo al corrente di questo probabile contagio pandemico e soprattutto la gravità che si andava allargando a macchia d’olio proprio in Europa poco prima del mio rientro”.

In realtà, oggi come allora, Parmitano non fa riferimento a qualche voce da lui avuta in anteprima, magari da qualche autorità, ma a “internet”, dove avrebbe iniziato a seguire i contagi. Non notizie privilegiate, quindi.

E’ probabile che abbia fatto confusione sulle date.

Il 17 novembre, infatti, viene registrato il primo caso di contagio accertato da COVID-19: si tratta di un cinquantacinquenne della provincia dello Hubei. Ma almeno ufficialmente, il virus non venne riconosciuto come un nuovo tipo di coronavirus e la notizia è stata divulgata dal governo cinese solamente il 13 gennaio 2020. Visto che Parmitano è rientrato sulla Terra il 6 febbraio scorso, è probabile faccia riferimento a gennaio.

Quello che non capiamo è perché la notizia sia uscita, di nuovo, oggi, dopo oltre un mese.




6 pensieri su “Parmitano e il coronavirus noto a novembre: “Sulla stazione spaziale lo sapevamo””

  1. Si sono disputati i giochi militari di Wuhan dal 17 al 29 ottobre 2019 e un attentato a base di virus ha infettato gli atleti con l’intenzione di diffondere il contagio in tutto il mondo da novembre. Siccome l’epidemia forte e’ avvenuta solo in Cina allora gli attentatori hanno buttato le polverine a Madrid e a Milano e dove ha o ritenuto opportuno nel 2020 per fare più casino possibile. A ottobre 2020 buttano il coronavirus 2.0, con l’aggiornamenti bambini.

  2. marcofrollini credo che tu abbia ragione purtroppo. A ottobre o giu di li per continuare la dittatura e la svendita dell’italia a germania e cina si inventaranno altro che il covid 2.0. E i pecoroni dovranno tornare in casa a belare alla luna. E lo faranno. Nessuno in italia ha i coglioni di formare un esercito ed andare a roma a fare piazza pulita. Ognuno guarda il proprio interesse e alla fine lo prendiamo tutti li.

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