Soros preoccupato: “Salvini ha troppo sostegno in Italia”

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E’ molto “importante” la questione di come evitare che altri Paesi seguano la strada del Regno Unito. “Sono preoccupato in particolare per l’Italia. Matteo Salvini, leader della Lega, sta lavorando perché il Paese esca dall’euro e dalla Ue”. Ad affermarlo è lo speculatore apolide George Soros, cui fan capo la fondazione Open Society, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano olandese De Telegraaf.

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E’ il secondo intervento in pochi giorni di Soros contro Salvini.

“Fortunatamente – continua Soros – la sua popolarità personale è diminuita da quando ha lasciato il governo, ma il sostegno alle sue posizioni sta guadagnando slancio. Cosa sarebbe l’Europa senza l’Italia? L’Italia è stata il Paese più europeista”.

Il popolo italiano, che non è facilmente inquadrabile dall’estero, non è mai stato europeista, è stato euro-disattento. Ha sempre visto la Ue come qualcosa di lontano e quindi di innocuo. Sbagliato.

“L’Ue ha applicato le cosiddette regole di Dublino lasciando tutto il peso a carico del primo Paese in cui i profughi arrivavano, senza alcuna condivisione dell’onere finanziario. A questo punto gli italiani scelsero in massa di votare a favore della Lega di Salvini e del Movimento 5 Stelle”, conclude.




3 pensieri su “Soros preoccupato: “Salvini ha troppo sostegno in Italia””

  1. Però sei troppo severo Gyorgy, abbiamo anche abolito le elezioni, che cazzo vuoi di più? Che imponiamo per legge di avere almeno un parente non-Bianco? Ci arriveremo, una cosa alla volta che diamine! Siamo un popolo in amore, faremo anche questo.

    1. Ricordo un film di una ventina d’anni fa con delle tredicenni protagoniste, che ovviamente si facevano sbattere da negri e li consideravano ‘fighi’, che in una riflessione tra loro dicevano testualmente: se fosse obbligatorio avere come partner una persona di razza diversa in capo ad una generazione sparirebbe il razzismo.
      Come vedi la tua ‘idea’ gira nell’aria da parecchio, ma sono sicuro che nemmeno in questa situazione la gente capirebbe che è ora di scendere in guerra. Non in piazza, in guerra.

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