Casta grillina: Di Maio fa assumere dallo Stato 5 ex compagni di scuola

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Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, riferendosi ad un primato non certo lodevole dell’attuale ministro della Difesa, Luigi Di Maio, che può fare il paio con il senatore dem Andrea Marcucci, commenta:

“L’ex capo dei grillini Di Maio in pochi mesi ha piazzato un esercito di 70 fedelissimi dentro ministeri, banche, società partecipate ed enti pubblici. Obiettivo: rafforzare la sua rete di potere. E riconquistare il Movimento. Settanta nomine ad amici degli amici con stipendi, quelli sì, davvero a 5 Stelle. Altro che tagliarsi lo stipendio. Ipocriti!”.

I grillini dimostrano di essere la casta di sottogoverno più oscena della storia repubblicana. Con un’aggravante: la qualità.

Ieri si è parlato del miracolato America:

Italiani alla fame, ma l’ex compagno di Di Maio raddoppia lo stipendio: 180mila euro

Ma ci sono altri 4 ex compagni di Di Maio che sono finiti in aziende pubbliche. In queste ore ha fatto il suo ingresso a Fincantieri su indicazione del Movimento Cinque Stelle, un altro ex studente del liceo Imbriani, tale Pasquale De Falco, sconosciuto commercialista di Pomigliano d’Arco, titolare di studio a soli 800 metri dalla casa dei Di Maio.

Fino ad oggi aveva ricoperto solo un incarico presso l’Azienda Speciale Multiservizi di Pomigliano d’Arco, e poi nel collegio sindacale della Asl di Salerno, come rappresentante del ministero della Salute quando ministro era la pentastellata Giulia Grillo. Ora è in una delle più grandi imprese pubbliche italiane.

Già da vicepremier, Di Maio aveva chiamato Dario De Falco come capo della segreteria politica a Palazzo Chigi, ora è consigliere del sottosegretario Riccardo Fraccaro. Ebbene, nello scarno curriculum di Dario c’è un triennio come «collaboratore presso lo studio del dottor commercialista Pasquale De Falco presso il quale ho gestito la segreteria oltre che tutta la comunicazione delle attività dello Studio». Pasquale in Fincantieri e Dario al governo. Pagate voi.

Poi c’è Valeria Ciarambino, fedelissima di Di Maio e in quanto tale diventata capataz locale del M5s e capogruppo del M5s in Regione Campania. La Ciarambino può vantare anche di avere avuto Di Maio come testimone di nozze, mentre suo marito è stato assunto come portaborse da una europarlamentare M5s.

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Fortunati anche quelli che hanno incrociato Di Maio non solo al liceo, ma pure all’Università di Napoli, alla facoltà di giurisprudenza, mai finita da Luigino. Il suo ex collega di ateneo, Enrico Esposito, che invece è riuscito a laurearsi, grazie a Di Maio è diventato nientemeno che capo dell’ufficio legislativo al ministero dello Sviluppo Economico quando Luigino era ministro (ma ci è rimasto), pur senza avere il diploma dell’Imbriani. E così è bastata la comune origine pomiglianese per Assia Montanino, premiata da Di Maio con una poltrona d’oro al Mise, capo segreteria del ministro, anche se la Montanino ha ottenuto la maturità non all’Imbriani ma dalla concorrenza, al liceo Salvatore Cantone di Pomigliano d’Arco.




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